Estero

Accordo di governo a Tokyo, verso la prima donna premier

20 ottobre 2025
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Nuovi scenari nella politica del Sol Levante dopo la firma dell'accordo di coalizione tra il Partito Liberal-democratico (Ldp), attualmente al governo, e il Nippon Ishin (Jip) che spianano la strada per Sanae Takaichi, neo eletta presidente dei conservatori - e prima donna in Giappone - verso la premiership.

L'intesa siglata nel palazzo della Dieta a Tokyo tra la leader 64enne e il fondatore del Jip, Hirofumi Yoshimura - che ricopre anche il ruolo di governatore di Osaka - si inserisce nel contesto di una crescente fragilità della maggioranza e segue il ritiro della forza centrista Komeito dalla alleanza di governo, a seguito di una cooperazione ultra ventennale. "La stabilità politica è la chiave per ogni riforma", ha dichiarato Takaichi dopo la firma. "Lavoreremo instancabilmente per far progredire il Giappone".

Yoshimura ha sottolineato la comunanza di valori tra i due partiti, auspicando "un futuro in cui i nostri figli possano dire di essere felici di essere nati nel nostro Paese". In questo frangente, il Jip si è affermato come partner alternativo, pur scegliendo di non entrare direttamente nel governo con propri ministri.

Una strategia che secondo gli analisti mira ad evitare responsabilità immediate, dettata anche da mancanza di esperienza diretta dei propri dirigenti, mantenendo al tempo stesso un'influenza concreta sull'agenda legislativa. L'accordo, articolato in sette pagine, stabilisce priorità condivise in ambiti cruciali: riduzione del 10% dei parlamentari, revisione della tassazione sui carburanti e alcuni generi alimentari, una stretta all'immigrazione con un possibile tetto numerico entro il marzo 2027, e l'introduzione di una "seconda capitale" a Osaka come contromisura a un'eccessiva centralizzazione su Tokyo. Quest'ultima proposta, sostenuta dal Jip da anni, e già bocciata da due referendum, nel 2015 e 2020, rappresenta un possibile punto di frizione con l'Ldp, storicamente contrario alla riforma dell'assetto metropolitano della capitale economica del Kansai. In politica estera e difesa, è inoltre previsto un potenziamento delle spese militari e dell'intelligence, così come la rimozione delle barriere all'export di armamenti, implicando una revisione della costituzione pacifista del Paese.

Sebbene la coalizione non raggiunga la maggioranza assoluta in nessuna delle due camere, l'accordo con Nippon Ishin è stato percepito dagli investitori come un segnale di temporanea stabilità. La Borsa di Tokyo ha aggiornato il record di sempre con un guadagno di oltre il 3%, sfiorando quota 50'000, con il progressivo indebolimento dello yen destinato a migliorare la competitività internazionale delle imprese esportatrici nipponiche. Il mercato apprezza politiche economiche più espansive con Takaichi favorevole a misure di stimolo fiscale e a una politica monetaria accomodante, al contrario di Nippon Ishin, che resta un partito regionalista e riformista, più vicino all'austerità e al decentramento. A questo riguardo gli osservatori restano cauti: passata l'euforia, dietro l'apparente convergenza programmatica le profonde divergenze ideologiche potrebbero presto trasformarsi in una coabitazione instabile. Mentre il Paese si prepara ad affrontare correzioni strutturali improrogabili, in uno scenario futuro tutto da verificare, la sfida sarà mantenere la coesione politica per tradurre le promesse in riforme reali.