Hamas ha dichiarato che la chiusura del valico di Rafah tra Egitto e Gaza causerà ritardi significativi nella consegna dei corpi degli ostaggi.
In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che la continua chiusura "blocca l'ingresso delle attrezzature specializzate necessarie per la ricerca dei dispersi sotto le macerie e impedisce alle squadre di medicina legale e agli strumenti necessari per identificare i corpi", causando "ritardi significativi nel recupero e nel trasferimento dei resti" dei rapiti.
Il gruppo palestinese afferma che la decisione del primo ministro israeliano di non aprire il valico di Rafah "costituisce una palese violazione" dell'accordo di cessate il fuoco e una "negazione" degli impegni presi con i mediatori. Netanyahu "continua a inventare pretesti inconsistenti per violare l'accordo e sottrarsi ai suoi obblighi", ha affermato Hamas citato da Al Jazeera.
"Chiediamo ai mediatori e ai garanti dell'accordo di agire con urgenza per fare pressione sull'occupazione (Israele) affinché apra immediatamente il valico di Rafah, la obblighi a rispettare tutti i termini dell'accordo e ponga fine ai crimini in corso contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza", ha aggiunto il gruppo.