La marcia, convocata dalla Commissione nazionale di sostegno alla resistenza in Palestina, chiede la liberazione dei 28 tunisini fermati dopo l'intercettazione della Global Sumud Flotilla
Migliaia di persone hanno sfilato oggi a Tunisi per chiedere la liberazione dei tunisini arrestati in Israele dopo l'intercettazione della Global Sumud Flotilla e per esprimere sostegno alla popolazione palestinese.
Il corteo è partito da Place du Passage con arrivo sull'avenue Habib Bourguiba, su convocazione della Commissione nazionale di sostegno alla resistenza in Palestina, che ha indicato percorso e orari e ha rimarcato al centro della piattaforma la liberazione dei connazionali fermati in mare. L'appello è stato rilanciato dal Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini e dall'Ordine degli Avvocati tunisini.
Nel mirino dei manifestanti è l'azione della Marina israeliana che, tra mercoledì e giovedì, ha fermato in mare la Global Sumud Flotilla. Secondo quanto riferito dalla Commissione e ripreso dalla stampa locale, erano 28 i tunisini tra i circa 470 fermati, trasferiti nel complesso penitenziario di Ketziot, nel deserto del Negev, in attesa delle procedure di espulsione. Dieci dei 28 sono già atterrati ad Istanbul insieme a un primo gruppo di partecipanti della Flotilla espulsi da Israele. La mobilitazione odierna arriva dopo due giorni di sit-in e presidi nella capitale, anche davanti all'ambasciata Usa. La marcia di oggi è stata accompagnata da cori e cartelli contro il "genocidio" a Gaza e contro l'uso della forza in mare.