Estero

Le mosse dell'Ue, colpire asset russi e flotta ombra

2 ottobre 2025
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Prima grandi nubi, poi man mano le schiarite. Passi e passettini, è il metodo Ue. Non può andare altrimenti, quando hai 27 Paesi con sensibilità a volte profondamente diverse su temi complicatissimi, a cavallo tra guerra e pace.

Allargando l'obiettivo, che poi è il compito della Comunità Politica Europea, s'intravede il punto di caduta: per mettere alle corde Mosca serve aumentare la pressione e da Copenaghen emerge una direzione chiara. Ovvero usare gli asset russi immobilizzati per finanziare l'Ucraina e colpire, collettivamente, la flotta ombra del Cremlino, sempre più strumento della sua guerra ibrida.

"Non ci sono altre alternative", sintetizza la premier danese Mette Frederiksen in conferenza stampa con Volodymyr Zelensky. La guerra, è il ragionamento, purtroppo non va a concludersi e dunque bisogna continuare a finanziare Kiev perché la combatta, per conto di tutta l'Europa. Ma è uno sforzo costosissimo, gli Usa non ci metteranno più un dollaro e le casse languono. E allora che paghi Mosca.

La Commissione Europea ha abbozzato un piano sofisticatissimo, d'ingegneria finanziaria, per usare i fondi della Banca Centrale russa bloccati dalle sanzioni presso la belga Euroclear senza formalmente confiscarli. Ma il Belgio si oppone. "È normale che ci siano domande, sono sicura che la Commissione risponderà e io spero che riusciremo a convincere il Belgio", ha tagliato corto Frederiksen.

Il premier Bart De Wever, parlando ai giornalisti, ha spiegato le sue ragioni (essenzialmente rendendo pubblico l'intervento del giorno prima al Consiglio Europeo informale). In sintesi. Già oggi "sono in corso arbitrati" da parte dei russi per il blocco deciso all'inizio del conflitto, ogni passo successivo significherebbe entrare "in acque inesplorate" dal punto di vista legale e poi la Russia non starebbe con le mani in mano, visto che ha già minacciato di "confiscare" per rappresaglia gli asset delle compagnie occidentali. Non solo. "Abbiamo ricevuto informazioni, da un Paese alleato, secondo cui 160,2 miliardi di beni russi si trovano nelle mani di altri alleati, per lo più Paesi europei, la maggior parte dei quali ieri era seduta al tavolo delle trattative", ha rivelato. De Wever chiede dunque trasparenza ed equità. "Se ci mangiamo la gallina dalle uova d'oro, che produce i proventi per i prestiti già approvati, non avremo più le uova", ha ammonito. "Se decidiamo di farlo, però, anche gli altri portino le loro galline al tavolo, non mi pare giusto sbaffarsi solo la nostra".

Termini coloriti. Ad ogni modo, a suo dire, altri leader manifestano dubbi. Che ora la Commissione dovrà dissipare. "Gli avvocati sono al lavoro", assicura un funzionario europeo. Il sentiero è stretto. Proposta sul tavolo entro il vertice dei leader del 23 ottobre, approfondimenti, decisione esecutiva al summit successivo, prima di Natale. Il vento spira in quella direzione. "Da Copenaghen parto con la ferma convinzione che vi sia una grandissima convergenza nell'Ue e nella Comunità politica europea a intraprendere questa via: Putin non dovrebbe sottovalutare la nostra determinazione", ha assicurato il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

L'altro fronte è la flotta ombra. Il presidente francese Emmanuel Macron, dopo una riunione ristretta dei Volenterosi, ha annunciato "un passo avanti". "Quando nelle nostre acque ci saranno navi sospette che partecipano a questi traffici agiremo per ridurre la capacità della Russia di finanziarsi in questo modo", ha spiegato annunciando per "i prossimi giorni" una riunione dei capi di Stato maggiore europei. Immediato il plauso di Kiev. "I nostri partner stanno iniziando ad attuare ciò che avevamo proposto nel febbraio 2024: un'azione sistematica contro la flotta ombra russa", ha celebrato il braccio destro di Zelensky, Andrii Yermak.