Il divieto di compravendita di armi a Israele avrà un impatto minimo sull'economia spagnola è servirà a "sviluppare" l'autonomia strategica europea nel settore della Difesa. È quanto ha assicurato oggi il ministro iberico dell'Economia Carlos Cuerpo nel dettagliare le misure "contro il genocidio a Gaza e per il sostegno alla popolazione palestinese", in primis l'embargo totale di armi a Israele, approvate oggi dal Cdm.
"Si prevede che non ci sia un impatto economico al di là dello sforzo iniziale per realizzare questa disconnessione o questo passaggio verso la dipendenza zero" da Israele "in collaborazione e in coordinamento con l'industria della difesa e con le nostre aziende e le imprese europee", ha rilevato Cuerpo nel rispondere ai cronisti.
Il titolare del dicastero di Economia, Commercio e Impresa ha evidenziato che il volume totale dell'attività commerciale della Spagna con Israele è "poco" significativo.
"Se teniamo conto del volume totale di commercio con Israele, stiamo parlando di quantità, diciamo, poco significative per il totale del commercio della nostra economia", ha segnalato Cuerpo. "Siamo parlando di circa lo 0,5% delle esportazioni, per esempio", ha aggiunto, nel rilevare che "per le imprese" israeliane, l'embargo "può avere invece un effetto significativo".
In merito a eventuali rappresaglie per le misure, Cuerpo ha replicato che non compete a lui "parlare per conto del governo di Israele", difendendo la scelta dell'esecutivo presieduto da Pedro Sanchez.