Aprendo l'evento, il Console Domenico Fornara ha sottolineato l'attualità del tema: "Parleremo di giustizia militare, diritto umanitario, di crimini nazifascisti, fenomeni che sembrano lontani nel tempo e nella storia, ma che purtroppo rivestono un'importanza molto attuale. La democrazia è una pianta che va innaffiata quotidianamente e il diritto internazionale è uno strumento che dobbiamo rafforzare costantemente".
Fornara ha poi dichiarato all'ANSA che "giustizia, pace e stato di diritto non sono mai conquiste definitive, ma impegni quotidiani per istituzioni e società civile".
Il procuratore De Paolis, noto per aver istruito oltre 500 procedimenti per crimini di guerra e portato alla luce l'"armadio della vergogna" con i fascicoli sulle stragi nazifasciste occultati per decenni, ha spiegato come le indagini abbiano rivelato reti di sostegno tra ex criminali di guerra e gruppi neonazisti contemporanei: "In Germania e Austria abbiamo trovato piccole organizzazioni di aiuto reciproco fra camerati, collegate a gruppi giovanili neonazisti. Il ricordo di quel passato alimenta purtroppo i sogni negativi dei nazisti di oggi".
All'ANSA, De Paolis ha chiarito le motivazioni del suo impegno: "Questa esperienza giudiziaria mi ha messo a contatto con l'ingiustizia e la disumanità. Ho avvertito l'imperativo di raccontare soprattutto ai giovani ciò che è accaduto, perché nei libri di scuola non si impara abbastanza. Solo così si può orientare verso una cultura di pace".
Riflettendo sull'evoluzione del diritto internazionale, il procuratore ha aggiunto: "Norimberga, Tokyo, i tribunali per il Ruanda e l'ex Jugoslavia, la Corte penale internazionale sono nati da una tragedia immane. Ma negli ultimi vent'anni abbiamo vissuto di rendita, senza coltivare una vera cultura della pace e dell'umanesimo. L'antidoto? Partire dalla formazione etica dei giovani".