Vladimir Putin afferma che il Cremlino è disposto a rispettare le restrizioni previste dal Trattato New Start "per un altro anno" dopo la scadenza in programma il 5 febbraio del 2026. E la Casa Bianca pare accogliere con favore la proposta.
"Trump è al corrente dell'offerta di Putin di estendere l'accordo Start" sulle armi nucleari e "pensa sia un buona idea", annuncia la portavoce Karoline Leavitt riferendosi all'ultima intesa ancora in piedi tra Mosca e Washington per limitare le armi atomiche.
Si stima che Usa e Russia detengano il 90% degli ordigni nucleari di tutto il mondo. E il New Start, firmato a Praga nel 2010 dagli allora presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev, limita gli armamenti nucleari strategici fissando un tetto di 1.550 testate e 700 missili e bombardieri dispiegati per ciascuno dei due Stati.
Il tema è particolarmente delicato trattandosi di armi terribili come quelle atomiche. E torna a emergere non solo a poco più di quattro mesi dalla scadenza dell'intesa ma anche nel pieno delle tensioni in Europa, dove nelle ultime settimane Polonia, Romania ed Estonia hanno accusato le forze di Mosca di violazioni del loro spazio aereo.
Ma sullo sfondo c'è inevitabilmente anche l'aggressione militare ordinata da Putin contro l'Ucraina, e quindi ci sono anche le pressioni di Kiev su Trump per imporre nuove sanzioni a Mosca e i segnali di frustrazione del presidente Usa per il fatto che la strada verso la pace in Ucraina appare ancora in salita. Tutti temi che rientrano in un modo o nell'altro nel più ampio dialogo tra Russia e Stati Uniti.
Trump a luglio aveva auspicato il mantenimento delle limitazioni previste dal New Start, e un mese fa aveva detto di voler includere in possibili colloqui per la "denuclearizzazione" anche Pechino, che però al momento non pare essere d'accordo. Parlando al Consiglio di sicurezza russo, Putin non ha rinunciato a mostrare i muscoli sostenendo che la Russia sia "in grado di rispondere a qualsiasi minaccia esistente o emergente". "Questa risposta non sarà verbale, ma attraverso l'uso di misure tecnico-militari", è il duro avvertimento. Ma ha anche affermato che "la situazione nell'ambito della stabilità strategica purtroppo continua a peggiorare" e che Mosca "non è interessata a un'ulteriore escalation della tensione o a stimolare una corsa agli armamenti".
Parole che il New York Times lega almeno in parte alla volontà del Cremlino di evitare nuove spese per gli armamenti in un momento in cui la Russia spende già tantissimo denaro per la guerra in Ucraina. Mentre secondo alcuni analisti, un punto cruciale potrebbe essere quello che Washington descrive come il suo possibile futuro scudo missilistico: il Golden Dome, che a Mosca potrebbe essere non particolarmente gradito.
Il New Start prevede anche ispezioni agli arsenali, ma queste sono state interrotte durante la pandemia di Covid-19, e nel 2023 - nel pieno del conflitto in Ucraina - Putin, pur sostenendo che la Russia avrebbe comunque rispettato i limiti fissati dal trattato, ha sospeso la partecipazione di Mosca all'accordo riaccendendo i timori di una nuova pericolosa corsa agli armamenti. Nel 2019 Trump ritirò invece gli Usa dal Trattato Inf accusando Mosca di violarlo: si tratta dell'accordo che nel 1987 aveva messo fine alla crisi degli euromissili e che proibiva i razzi a media gittata.