Stati Uniti, Giordania e Siria si sono accordati per la spartizione di potere nella regione meridionale siriana di Sweida, dove a luglio si sono registrati sanguinosi scontri armati tra forze druse e governative. Negli incidenti sono state uccise in una settimana circa 2000 persone, tra cui centinaia di civili, inclusi donne e bambini.
La regione di Sweida è abitata in maggioranza da drusi, vicino alla zona occupata da Israele sulle Alture del Golan e confinante con la Giordania. Il ministro degli esteri siriano, Assaad Shaibani, ha annunciato oggi l'accordo raggiunto assieme a Washington e ad Amman dopo consultazioni con l'inviato speciale Usa Thomas Barrack e il ministro degli esteri giordano Ayman Safadi.
Secondo l'intesa, composta da sette punti, la regione di Sweida rimane formalmente sotto l'autorità di Damasco e la sua sicurezza viene affidata a un capo milizia locale, Suleiman Abdel Baqi, considerato vicino al governo e ostile a Hikmat Hijri, leader religioso e politico druso con posizioni più autonomiste.
I sette punti dell'intesa prevedono che le forze governative si dispieghino solo nelle strade principali da Damasco alla provincia ma non all'interno della provincia, dove le milizie di Abdel Baqi dovranno fa rispettare la "sicurezza". Secondo osservatori locali, gli Stati Uniti hanno negoziato per conto di Israele, che chiede da tempo che la regione di Sweida non cada direttamente sotto il controllo di Damasco.
La Giordania, paese satellite degli Stati Uniti, ha assicurato dal canto suo che fornirà copertura di intelligence e lascerà aperti i canali per favorire l'accesso agli aiuti umanitari a Sweida, ancora devastata dagli scontri di luglio. Il nuovo capo della sicurezza druso, Abdel Baqi, è stato incaricato tra l'altro di negoziare lo scambio delle persone rapite dalle bande rivali beduine e druse nel corso degli scontri estivi.