Estero

Inizio difficile per Lecornu tra scioperi e declassamento di Fitch

Il nuovo premier francese affronta proteste sociali e instabilità economica, promettendo riforme sanitarie e finanziarie

13 settembre 2025
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E' un inizio tutto in salita quello di Sébastien Lecornu. Premier senza maggioranza, il terzo a provare a rimanere in piedi dopo le cadute di Barnier e Bayrou, il trentanovenne ex ministro della Difesa se l'è dovuta vedere fin dal primo giorno con l'inedito movimento di protesta creato sui social per "bloccare tutto".<\/p>

Poi, appena cominciate le difficili consultazioni, è arrivata la scure di Fitch che ha declassato la Francia da AA- ad A+, una conferma dell'instabilità politica e di un debito il cui peso asfissia il Paese. Nemmeno il tempo di riprendersi, che Lecornu deve già pensare a come minimizzare gli effetti della grande giornata di sciopero annunciata per giovedì prossimo dai sindacati.<\/p>

Con la parola d'ordine: superare la mobilitazione di "Bloquons tout". E dal premier è arrivata la prima, importante concessione a sindacati e opposizioni, con la rinuncia al provvedimento che Bayrou aveva inserito nel suo progetto di finanziaria e che più aveva fatto infuriare i francesi: la soppressione di due giorni festivi.<\/p>

Nonostante un avvio sulla graticola, Lecornu ostenta fiducia e sembra mettere in mostra la dote che tutti gli riconoscono: è un negoziatore dalle grandi qualità, ex Républicains, poi macroniano capace di dialogare a 360 gradi, da Le Pen ai socialisti. Oggi, per il suo primo spostamento sul territorio in veste di primo ministro, Lecornu ha scelto Mâcon, una città nel centro del Paese, per una visita improntata ad un rilancio delle strutture sanitarie del Paese. Soprattutto quelle ad immediato contatto dei cittadini, che soffrono nelle città per il sovraccarico di richieste, e nel deserto delle campagne francesi per la scarsità di medici, ospedali o ambulatori. Lecornu ha messo la prima pietra di un cantiere che si chiamerà "France Santé". E che entro il 2027 dovrebbe permettere a tutti i francesi di avere accesso alle cure mediche a non più di 30 minuti dalla loro abitazione. E sul declassamento di Fitch, la promessa di fare "ogni sforzo per l'adozione di una finanziaria e il risanamento delle finanze pubbliche".<\/p>

A commentare ci hanno pensato gli altri leader di partito. A cominciare da Marine Le Pen, che ha denunciato "l'incompetenza tossica" del macronismo che ha "rovinato la Francia". "Non bisogna cambiare metodo, ma rompere con il macronismo", ha dichiarato Le Pen su X. Le ha fatto eco Jean-Luc Mélenchon, il "tribuno" de La France Insoumise, per il quale bisogna "farla finita con il macronismo e le sue politiche nocive per la Francia e il suo popolo". Bruno Retailleau, presidente dei Républicains, ha puntato il dito contro i "decenni di vagabondaggio fiscale" dei governi francesi. Intanto, gli occhi di tutti si spostano su giovedì e sul grande sciopero che sarà anche l'occasione per rivedere insieme i leader di tutto il fronte sindacale, che si era spaccato nel 2023 sulla riforma delle pensioni. La prima mossa verso i sindacati e i partiti di opposizione è l'annuncio della rinuncia al provvedimento più inviso di Bayrou, la soppressione appunto di due giorni festivi nel mese di maggio. Niente ripresa di discussioni, invece, sulla riforma delle pensioni di Macron, uno dei pilastri della contestazione ai premier scelti dal presidente. Venerdì Lecornu aveva incontrato i leader della Cfdt, principale sigla del Paese, la Cgt e gli altri sfileranno nella sede del governo da lunedì. Force Ouvrière ha ringraziato dell'invito ma ha dato appuntamento al premier a dopo la manifestazione del 18. Quella in cui i sindacati si sono già prefissi l'obiettivo di protestare "con ancora più cortei e scioperi" rispetto alla giornata di "Bloquons Tout" mercoledì scorso.<\/p>