Due terroristi aprono il fuoco su un autobus, neutralizzati da forze di sicurezza e civili armati
Il traffico congestionato delle 10 del mattino, le macchine che si muovono a passo d'uomo, i clacson all'incrocio Ramot a Gerusalemme, come tutti i giorni. Nel video della dashcam i colpi della mitraglietta interrompono la normalità, bucano i vetri di un bus fermo nell'ingorgo, le persone in attesa alla fermata corrono via all'impazzata, qualcuno urla, qualcuno cade.
Sono tutti ultraortodossi, uomini con il cappello nero, donne a testa coperta, residenti della periferia povera della Città Santa. Sull'autobus preso di mira e a terra vengono uccisi in sei, altri dodici restano feriti, alcuni sono in gravi condizioni.
Due terroristi vengono 'neutralizzati' da un capo della prima squadra ortodossa dell'esercito e un civile religioso armato. Il comandante fa parte della brigata Asmonea, dal nome della dinastia ebraica che governò la Terra d'Israele prima di Cristo. Le vittime sono cadute sotto i colpi di Mohammad Taha, 21 anni, e Muthanna Amro, 20 anni, di due villaggi in Cisgiordania. Mai coinvolti in fatti di terrorismo, ha detto lo Shin Bet.
La polizia ha dichiarato di aver recuperato una mitraglietta artigianale, la cosiddetta 'Carlo', una pistola, un coltello e munizioni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli attentatori sono usciti da casa lunedì mattina, hanno incontrato un complice che li ha aiutati a passare dall'area sotto il controllo dell'Autorità palestinese oltre la Linea Verde attraverso una breccia nella zona di Qalandiya e A-Ram, a nord di Gerusalemme. Un altro complice, che trasportava lavoratori senza permesso, gli ha dato un passaggio.
Arrivati all'incrocio di Ramot, sono scesi dall'auto e hanno aperto il fuoco. "Ho sentito gli spari, ho capito che dovevo agire. Abbiamo sparato finché non sono morti. Sono contento di averlo potuto fare", ha raccontato il sergente 'S', che ha eliminato i terroristi. Uno dei loro complici è stato arrestato così come un fratello dei due che avrebbe pianificato l'attacco. Hamas ha elogiato l'attentato, definendolo un'operazione eroica.
I villaggi dei due, vicino Ramallah, sono stati accerchiati dai soldati dell'Idf. Il ministro della Difesa Israel Katz ha avvertito che le "conseguenze saranno di vasta portata". Benyamin Netanyahu è stato ancora più chiaro: "Abbiamo già eliminato il terrore in tre campi profughi (della Cisgiordania), evacuato la popolazione e rimosso le infrastrutture terroristiche. Ora la mia direttiva è di fare lo stesso con altri nidi del terrore".
Le vittime dell'attentato di lunedì erano persone religiose, dedite allo studio, alla preghiera, all'osservanza. Levi Yitzhak Pash, 57 anni, mentre aspettava l'autobus ha preso un passaggio ma poi un altro passante ha chiesto di essere accompagnato. Lui gli ha ceduto il posto, pochi minuti dopo è stato ucciso. Il rabbino Yosef David, 43 anni, è stato assassinato alla fermata con i suoi libri in mano.
Israel Matzner, 28 anni, era ritenuto un genio della Torah. Il rabbino Mordechai Steinzug, 79 anni, cardiologo, aveva fondato una panetteria pensando alla salute della gente. Sarah Mendelson, 60 anni, lavorava al movimento giovanile sionista religioso. Yaakov Pinto, 25 anni, immigrato dalla Spagna, si era sposato a giugno.
L'amministrazione Usa intanto sta aspettando una risposta ufficiale da Hamas sulla proposta definitiva di Trump: restituire tutti gli ostaggi il primo giorno dell'accordo e fine della guerra. Israele ha accettato, ha detto il ministro Gideon Sa'ar. L'organizzazione terroristica finora ha fatto sapere di "non respingere la proposta del presidente Usa" ma che recuperare le salme degli ostaggi 'sotto le macerie' è difficile senza prima un cessate il fuoco.
Netanyahu in giornata ha sottolineato che a Gaza city sono stati colpiti '50 edifici del terrore': "Dico ai residenti: siete stati avvertiti, andate via da lì". Secondo informazioni di intelligence, Izz al-Din al-Haddad, uno degli ultimi comandanti di Hamas ancora vivo, dalla sua base operativa in una rete di tunnel a ovest della Striscia, sta organizzando migliaia di terroristi contro l'avanzata dell'Idf.
Secondo l'organizzazione, lunedì nei raid israeliani ci sarebbero state 40 vittime palestinesi. L'esercito ha reso noto che quattro soldati, ventenni, sono rimasti uccisi in un'operazione di guerriglia di Hamas a Jabalya, nel nord della Striscia. "È un giorno doloroso, difficile. Stiamo combattendo contro il male assoluto", ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog.