Indagine rivela 22,6 milioni di euro elargiti illegittimamente, coinvolti funzionari e l'isola di Creta
Il ministro per la Protezione dei cittadini greco (l'equivalente del ministro dell'Interno ndr.) Michalis Chrysochoidis ha dichiarato che l'importo della vasta frode di sussidi agricoli elargiti dall'Ue alla Grecia ammonta finora a 22,6 milioni di euro. Lo riporta Kathimerini.
Il ministro ha presentato i risultati della prima indagine avviata dalle autorità greche sulla vicenda, che è oggetto di indagine anche da parte della procura europea (Eppo). Finora le autorità greche hanno esaminato 6.354 richieste di sussidi agricoli da parte dei cittadini, di cui 1.036 sono risultate illegittime. Complessivamente, 22,6 milioni di euro sono stati elargiti a chi non ne aveva diritto.
Delle richieste illegittime, 850 provengono dalla più grande isola della Grecia, Creta, e 273 hanno interessato somme superiori a 20 mila euro, secondo i dati diffusi da Chrysochoidis. Le prime conclusioni dell'indagine sono state trasmesse al pubblico ministero e si procederà alla "confisca dei beni di coloro che hanno indebitamente percepito tali sovvenzioni", ha precisato il ministro. "Non si può e non si deve tollerare che alcune persone facciano un uso improprio di preziose risorse pubbliche, siano esse nazionali o europee. Queste risorse sono destinate a sostenere l'economia agricola greca, non all'arricchimento illegale e ingiustificato di alcune persone", ha dichiarato Chrysochoidis.
Stando alla procura europea, che nei mesi scorsi ha effettuato una perquisizione negli uffici dell'Opekepe, l'agenzia statale greca incaricata di distribuire i fondi, "un numero significativo" di greci avrebbe ottenuto negli ultimi anni sussidi messi a disposizione dalla Pac, la politica agricola comune dell'Ue, dichiarando il falso, ovvero di possedere terreni o pascoli in realtà inesistenti. Lo scorso giugno cinque funzionari del governo greco, tra cui un ministro, si sono dimessi in seguito alle accuse di un presunto coinvolgimento nel caso. A seguito dell'indagine dell'Eppo il governo conservatore di Nea Dimokratia ha deciso di smantellare l'Opekepe e di trasferire le sue competenze a un'altra agenzia statale.