Bambini muoiono di fame mentre gli aiuti umanitari restano bloccati al confine
"A Gaza la carestia è arrivata. Una carestia progettata, prevista, provocata dall'uomo. Mentre parliamo, i bambini di Gaza muoiono sistematicamente di fame. Questa è una politica deliberata. Questa è la fame come metodo di guerra nella sua forma più cruda".
Inizia così la dichiarazione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di Inger Ashing, Direttrice Generale di Save the Children International, l'Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
"Le cliniche di Save the Children a Gaza sono sopraffatte dal bisogno, ogni panca è piena di bambini malnutriti e delle loro madri - ha detto ancora Ashing -. Ma sono silenziose. I bambini non hanno la forza di parlare o persino di gridare in agonia. Giacciono lì emaciati, letteralmente deperiti. I loro piccoli corpi sono sopraffatti dalla fame e dalle malattie. Le forniture mediche e nutrizionali specialistiche di cui hanno bisogno sono praticamente esaurite. Senza di esse, i bambini malnutriti moriranno".
"A pochi chilometri di distanza, un mare di rifornimenti è pronto - ha proseguito la direttrice di Save the Children -. Migliaia e migliaia di camion carichi di beni salvavita. Tutti bloccati. Il governo israeliano potrebbe far finire questa carestia stanotte se scegliesse di porre fine al suo deliberato ostruzionismo e lasciare che gli operatori umanitari facciano il loro lavoro. Invece, ci sono segnalazioni di un'escalation dell'attività militare israeliana a Gaza City, di ulteriori attacchi agli ospedali, di ulteriori omicidi".