Estero

L’Onu: ‘Solo il 10% degli aiuti ai civili di Gaza’

Nuova strage. Netanyahu alla Croce Rossa: ‘Cibo e cure agli ostaggi’

Una madre con il figlio denutrito
(Keystone)
3 agosto 2025
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Il dramma del cibo a Gaza ha dimensioni troppo complesse per individuare un unico responsabile. A dare il senso di questa emergenza nell'emergenza c’è un rapporto Onu, secondo cui da maggio solo il 10% degli aiuti ha raggiunto effettivamente la popolazione civile. Perché la maggior parte è stata saccheggiata da persone affamate o da "attori armati". Il pane appunto come arma, in un conflitto che continua a mietere vittime. Anche durante le file ai centri di distribuzione. Le cifre della dispersione dello sforzo umanitario si possono leggere nei dati dell'Onu, Monitoring & Tracking Dashboard UN2720, un sistema che traccia ogni camion che entra a Gaza utilizzando codici Qr.

In base alle ultime rilevazioni, tra il 19 maggio e il 2 agosto sono state scaricate circa 40'000 tonnellate di beni, ma solo 4'100 tonnellate (il 10%) sono arrivate a destinazione. Il resto è stato contrassegnato come "intercettato". Ossia, i carichi "sono stati dirottati lungo il tragitto dentro Gaza sia pacificamente da persone affamate che con la forza da attori armati". L'Onu non specifica di quali attori di tratti, ma Israele ha più volte accusato i miliziani di Hamas di rubare i carichi dei camion per controllare meglio il territorio e per scaricare sull'Idf la colpa della carenza di aiuti per i residenti della Striscia.

KeystoneLancio di aiuti su Gaza

Oltre ai furti di derrate resta il fatto che lo Stato ebraico, dopo la fine della tregua a marzo, ha chiuso tutti gli accessi agli aiuti, salvo poi concedere qualche varco nei messi successivi sull'onda della pressione internazionale. Da pochi giorni c’è stata un'ulteriore accelerazione, con l'avvio dei lanci di pacchi alimentari dal cielo. Mentre il Cogat, l'ente israeliano per il coordinamento delle attività nei territori, ha annunciato che nell'ultima settimana sono state consegnate oltre 23'000 tonnellate di aiuti. Allo stesso tempo l'Onu, le Ong e anche diversi Paesi ritengono questi sforzi ancora insufficienti per sfamare l'intera popolazione.

La denuncia dei medici palestinesi

Come promemoria di questa crisi arriva la denuncia dei medici palestinesi: sei persone sono morte nelle ultime 24 ore a causa della carestia. Sotto il fuoco dei fucili sarebbero morte invece 37 persone in attesa del cibo, secondo quanto riferisce Wafa citando testimoni. Nell'ultima giornata di guerra, il bilancio sarebbe di 119 uccisi, secondo Hamas. Anche la Mezzaluna rossa ha denunciato un raid che ha ucciso un suo operatore palestinese. A soffrire la fame, oltre all'incubo della prigionia, ci sono anche i venti ostaggi che si ritiene siano ancora vivi. Come il giovane Evyatar David, ridotto a uno scheletro sotto un tunnel, come si vede in un macabro video di propaganda di Hamas. Benjamin Netanyahu ha lanciato un appello alla Croce Rossa affinché vengano forniti cibo e cure mediche a tutti i rapiti.