Estero

Dalla digital tax a chip e farmaci, le due versioni

29 luglio 2025
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A pesare, più delle cifre, sono le omissioni e le sfumature. Del patto di Turnberry - ancora privo di una versione finale condivisa - esistono finora soltanto due racconti e due agende. La narrazione muscolare di Washington, centrata sul successo del presidente Donald Trump, che "fa la storia" con un "accordo colossale" in pieno stile America First. Quella invece dai toni bassi e tecnici di Bruxelles per rivendicare "stabilità e prevedibilità", nonché linee rosse regolatorie. Nelle pieghe delle due note diffuse dalla Casa Bianca e da Palazzo Berlaymont si celano divergenze sostanziali, soprattutto su 5 snodi chiave: digitale, farmaci, chip, metalli industriali e armi.

* TECH - L'Ue "non adotterà né manterrà tariffe per l'uso della rete", è il punto messo nero su bianco da Washington che chiude la porta alla proposta continentale del fair share, l'equo contributo richiesto alle Big Tech - ma anche a piattaforme come Netflix - voraci di banda ma avare di investimenti nelle reti che usano. Bruxelles, invece, tace sull'arena digitale: nessuna conferma esplicita di un dietrofront sulla tassazione delle piattaforme che - tra web tax e fair share - ciclicamente fa capolino. Ma nemmeno una smentita, dopo aver già eliminato la web tax dalla bozza del nuovo bilancio. "Non cambiamo le nostre regole e il nostro diritto di regolamentare autonomamente lo spazio digitale", ha avvertito il portavoce Olof Gill. Nel Digital networks act, atteso il 16 dicembre, l'equo contributo potrebbe riapparire sotto nuova veste: non più come imposta secca, ma come forma di cooperazione tra le telco Ue e i colossi Usa.

* FARMACI. Il testo americano include i medicinali tra i beni al 15%, una garanzia per "riequilibrare" i piatti della bilancia commerciale. Nella nota europea, invece, i farmaci restano esenti fino a nuovo ordine e i generici - classificati come 'strategici' - sono destinati a tornare a quota zero. Una divergenza affiorata già subito dopo la stretta di mano scozzese tra Trump e von der Leyen. Al momento, ha precisato l'Ue, nessuna tariffa ma la scure del 15% potrebbe calare al termine dell'indagine americana di Washington per la sicurezza nazionale. Dazi che il tycoon ha minacciato addirittura al 200%.

* CHIP - Anche il silicio resta in bilico tra le due interpretazioni. Gli Usa includono i semiconduttori nel 15%. L'Ue adotta invece lo schema farmaci: per ora sono salvi, tutto dipenderà dall'esito dell'istruttoria statunitense. Senza comunque superare il dazio flat. Sul piatto anche un piano da 40 miliardi per l'acquisto di chip AI a stelle e strisce.

* ACCIAIO, ALLUMINIO, RAME - Per la Casa Bianca i dazi al 50% sui metalli industriali restano intatte, con l'impegno alla "sicurezza delle catene di approvvigionamento". Palazzo Berlaymont spinge però per l'introduzione di quote tariffarie legate ai volumi storici, anche per arginare la concorrenza sleale cinese.

* ARMI - Oltreoceano si celebra un "importante acquisto europeo di equipaggiamento militare americano". Bruxelles non ne fa menzione. È soltanto "un'aspettativa generale di Trump", ha glissato l'Ue.