Nonostante alcuni progressi, la situazione resta critica e l'UE chiede azioni più incisive per alleviare le sofferenze
"Ieri gli ambasciatori dell'Ue hanno ricevuto il primo aggiornamento sull'attuazione degli impegni umanitari presi da Israele", che "ha fatto qualche passo secondo i parametri concordati: il numero di camion che entrano a Gaza è aumentato, sono stati aperti ulteriori passaggi e percorsi, e le forniture di carburante sono cresciute. Ma la situazione resta drammatica. Chiaramente, c'è ancora molto, moltissimo da fare". Lo afferma un portavoce della Commissione europea in merito all'accordo tra Ue e Israele sull'espansione degli aiuti umanitari a Gaza.
"La situazione è chiara. I civili a Gaza stanno soffrendo da troppo tempo e in modo insopportabile. È più che mai il momento di spezzare questo ciclo di sofferenza e violenza. Questo deve finire ora e Israele deve agire", evidenzia il portavoce, puntualizzando che i limiti dell'operazione sono chiari. "La sicurezza è la preoccupazione principale a Gaza, e il contesto operativo è estremamente difficile per chi fornisce aiuti umanitari. È importante che sia chiaro a tutti", ha specificato, ricordando le parole dell'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas, secondo cui "tutte le opzioni restano sul tavolo se Israele non rispetterà gli accordi".
In merito alla votazione di ieri della Knesset, che ha approvato una mozione non vincolante che chiede l'annessione della Cisgiordania, il portavoce ricorda la "posizione di lunga data" che mantiene l'Ue non riconoscendo la sovranità israeliana sui territori occupati dal giugno 1967, in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu. "Ricordiamo che l'annessione è illegale secondo il diritto internazionale: qualunque passo concreto in quella direzione sarebbe una violazione del diritto internazionale", sottolinea.