L'Europa rafforza le sue sanzioni contro la Russia in attesa degli Stati Uniti. A Washington al momento tutto è fermo: i leader repubblicani del Senato e della Camera hanno deciso di frenare il provvedimento bipartisan con le maxi-sanzioni per lasciare che sia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a prendere l'iniziativa.
"Ci coordineremo con la Casa Bianca. Stiamo lavorando a un approccio di squadra. Quindi non precederemo" l'amministrazione su questo tema, ha detto lo speaker della Camera Mike Johnson. "Voteremo non appena il presidente darà il via libera", gli ha fatto eco il leader dei conservatori in Senato John Thune dopo che Trump ha annunciato il suo ultimatum di 50 giorni alla Russia.
Il presidente nelle settimane scorse si è mostrato aperto al provvedimento sulle sanzioni a Mosca, sottolineando però che sta a lui alla fine decidere. "È uno strumento, ma decido io", ha detto in varie occasioni. La misura è stata messa a punto dal senatore repubblicano alleato del tycoon Lindsey Graham e dal democratico Richard Blumenthal, ed ha già incassato il sostegno di oltre 80 membri del Congresso americano.
Il provvedimento prevede dazi fino al 500% sui prodotti Made in Russia ma anche nei confronti dei suoi partener commerciali, in particolare quelli che acquistano l'energia di Mosca. Pur avendo incassato un sostegno bipartisan, la misura comporta molte incognite per gli Stati Uniti, che rischierebbero di trovarsi in uno scontro diretto con Cina e India, consumatrici di energia russa.
Con Pechino la tensione commerciale è già elevata e il pericolo è quello di un ulteriore raffreddamento dei rapporti. Ma i senatori americani si mostrano incuranti e ritengono i dazi necessari per bloccare la guerra: senza soldi, infatti, per il Cremlino continuare a finanziare il conflitto sarebbe difficile. Inoltre il pugno duro permetterebbe, è l'auspicio, di incrinare se non spezzare l'amicizia fra Mosca e Pechino.
L'ultimatum di Trump a Vladimir Putin prevede invece tariffe secondarie fino al 100% se non sarà raggiunto un accordo sull'Ucraina entro 50 giorni. L'obiettivo del presidente è aumentare la pressione su Putin e costringerlo a sedersi seriamente al tavolo delle trattative cosa che finora non ha fatto, come ammesso dallo stesso Trump. Mentre si attende la decisione della Casa Bianca, al Congresso il dibattito accesso sulla necessità di muoversi con rapidità e approvare le maxi-sanzioni senza attendere ulteriormente, visto che Putin intende usare il tempo a sua disposizione per continuare a infliggere danni all'Ucraina.