Estero

Tensioni in Bosnia: i serbo-bosniaci minacciano la secessione

La Republika Srpska contesta la decisione di Schmidt sul debito con una società slovena

17 luglio 2025
|

(Vedi 'Bosnia, nuovo scontro' delle 19.44)

(ANSA) - SARAJEVO, 17 LUG - Un rappresentante serbo-bosniaco, intervenendo oggi ai lavori di una delle due Camere del parlamento federale della Bosnia-Erzegovina, ha minacciato la secessione della Republika Srpska (RS), l'entità del Paese a maggioranza serba, in risposta a una decisione presa oggi dall'Alto rappresentante internazionale Christian Schmidt in merito a un debito dell'entità serba con una società slovena.

Intervenendo alla Camera dei Popoli (uno dei due rami del parlamento bosniaco) Radovan Kovacevic, delegato dell'Alleanza dei socialdemocratici indipendenti (Snsd) - il partito del leader serbo-bosniaco e presidente della RS Milorad Dodik - ha apertamente prospettato la possibile uscita della RS dalla Bosnia-Erzegovina.

Nel suo intervento, Kovačević ha ribadito le posizioni sue e dell'intera dirigenza serbo-bosniaca, accusando Christian Schmidt di agire contro la Republika Srpska e il popolo serbo.

Particolarmente controversa la parte in cui Kovačević ha negato la sovranità della Bosnia-Erzegovina. "Più Schmidt ci sono, più incerto è il futuro della Bosnia-Erzegovina. Più Schmidt ci sono, più la sovranità della Bosnia-Erzegovina non esiste. Più Schmidt ci sono, più la Bosnia-Erzegovina non è uno Stato, ma una menzogna colorita per chi vuole credere che la Bosnia-Erzegovina sia uno Stato", ha detto Kovačević.

Parlando della Republika Srpska, Kovačević si è riferito a un possibile percorso verso la secessione: "La Repubblica Serba conosce la sua strada e sa che non si lascerà certo ingannare da una bugia così colorita da parte dello Stato. Se pensate che questa sia la strada giusta, andate avanti, ma su questa strada ci separeremo e la Repubblica Serba seguirà la sua strada", ha concluso Kovačević.

Schmidt, facendo ricorso ai suoi poteri speciali, ha stabilito oggi che il debito pari a 56 milioni di euro della RS nei confronti della società slovena Viadukt sarà saldato prelevando il denaro dai fondi delle accise dal bilancio della Bosnia-Erzegovina, ma dalla parte che spetta alla RS.