Un piano segreto ha permesso il trasferimento di 4500 persone, mentre altre 600 sono in arrivo
Il Regno Unito ha accolto grazie a un "piano segreto" negli ultimi mesi migliaia di ex collaboratori del contingente occidentale in Afghanistan esposti al timore di una vendetta dei Talebani, tornati al potere a Kabul dopo il ritiro di Usa e alleati: persone la cui identità era stata esposta a causa di una perdita di dati sensibili trapelati fin sui social media - per errore, a quanto pare - dagli archivi del ministero della Difesa britannico.
La fuga di informazioni, attribuita alla negligenza di un anonimo funzionario, viene fatta risalire al febbraio del 2022. E fu individuata dal dicastero solo nell'agosto dell'anno successivo, dopo la pubblicazione accidentale su un profilo Facebook.
La cosa filtrò poi sui media, a cui tuttavia la magistratura vietò di dare notizia di uno schema riservato (denominato Afghan Response Route) messo parallelamente in piedi dall'allora governo conservatore di Rishi Sunak per riparare all'accaduto, organizzando l'evacuazione almeno di una parte delle 19.000 persone interessate dal leak fra quelle lasciate indietro in patria al tempo del precipitoso ritiro deciso da Joe Biden e dai leader alleati.
Finora il piano - la cui rivelazione nei dettagli è stata infine autorizzata da un giudice d'appello - ha permesso a 4500 afghani e loro familiari di essere trasferiti nel Regno, mentre altre 600 risultano in arrivo.
Il nuovo governo laburista di Keir Starmer ha da parte sua fatto sapere oggi in Parlamento per bocca del ministro della Difesa, John Healey, d'essere intenzionato a mettere fine a questo schema ereditato dall'esecutivo Tory, ma solo dopo aver "onorato la promessa" di completare la messa in salvo degli ex collaboratori a rischio e dei loro cari. Healey ha inoltre rinnovato le scuse del suo ministero alle vittime di questa imbarazzante fuga di dati.