Pyongyang invia truppe e operai in Russia per rafforzare la cooperazione bilaterale
La Corea del Nord ha lodato la "solidità assoluta" della sua alleanza con la Russia e ha riaffermato la validità della cooperazione bilaterale nel primo anniversario della firma del Trattato di mutua difesa tra Pyongyang e Mosca, nell'ambito del loro partenariato strategico globale.
È il messaggio celebrativo contenuto in un articolo pubblicato dal Rodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori, dedicato alla firma a Pyongyang degli accordi del 19 giugno 2024 ad opera del leader supremo Kim Jong-un e del presidente russo Vladimir Putin.
Il trattato è definito come l'avvio di "un nuovo capitolo d'amicizia" tra i due Paesi e il risultato della leadership "straordinaria" dei due leader, dimostrando "senza riserve l'assoluta solidità del rapporto di alleanza". In base all'intesa, che impone a una parte di intervenire in aiuto dell'altra "senza indugio" in caso di attacco armato, la Corea del Nord ha schierato circa 14'000 soldati al fianco di Mosca nella guerra del Cremlino all'Ucraina tra ottobre del 2024 e febbraio di quest'anno.
In un incontro con il capo della sicurezza russa Sergei Shoigu, all'inizio della settimana, Kim ha deciso di inviare 5'000 operai edili militari e 1'000 genieri nella regione russa del Kursk per la bonifica delle mine e il recupero post-bellico: tutti sviluppi riportati dai media russi, ma non da quelli del Nord. Il Rodong Sinmun ha descritto lo schieramento militare e l'impegno delle truppe nordcoreane nel conflitto come l'attuazione "più esemplare" del trattato. "Si tratta di una posizione incrollabile dei popoli dei due Paesi per approfondire l'amicizia e raggiungere prosperità e benessere reciproci", ha rilevato il quotidiano, secondo cui c'è una crescente cooperazione ad ampio respiro: economico, diplomatico, educativo, sanitario e artistico.
Con il nuovo invio di uomini, Pyongyang punta a consolidare ulteriormente la sua alleanza con la Russia, e la mossa potrebbe probabilmente portare a un aumento delle esportazioni di manodopera nordcoreana, in un momento in cui le esportazioni del Nord verso la Cina restano deboli.