Xi Jinping e Donald Trump definiscono un quadro per l'attuazione del consenso commerciale bilaterale
Cina e USA hanno concordato un quadro di principio finalizzato all'attuazione del consenso tra i due capi di Stato, Xi Jinping e Donald Trump, definito nei loro colloqui telefonici del 5 giugno in merito al corposo dossier commerciale tra i due paesi. Lo ha riferito Li Chenggang, rappresentante cinese per il commercio internazionale e viceministro del commercio, aggiungendo che "Cina e Stati Uniti hanno avuto scambi professionali, razionali, approfonditi e sinceri".
In una conferenza stampa alla fine della prima riunione del meccanismo di consultazione economica e commerciale bilaterale tenutasi a Londra, Li ha affermato che le due parti "hanno concordato in linea di principio il quadro per l'attuazione del consenso tra i due capi di Stato durante i colloqui telefonici del 5 giugno, nonché quelli raggiunti durante i colloqui di Ginevra".
Il viceministro, nel resoconto dell'agenzia di stampa ufficiale della Repubblica popolare cinese Xinhua (anche nota come Nuova Cina), ha auspicato che "i progressi compiuti nell'incontro di Londra contribuiscano a rafforzare la fiducia tra Cina e Stati Uniti e a promuovere ulteriormente lo sviluppo costante e sano dei legami economici e commerciali bilaterale". Il dialogo bilaterale "ha apportato anche energia positiva alla crescita economica globale".
"Le politiche commerciali coercitive non sono una soluzione sostenibile alle tensioni commerciali di oggi". Lo ha detto - con un implicito riferimento ai dazi di Trump - la presidente della Banca centrale europea (BCE) Christine Lagarde durante il suo intervento alla banca centrale cinese a Pechino.
"Nella misura in cui il protezionismo punta a risolvere gli squilibri commerciali, non lo fa andando alle cause iniziali, ma lo fa erodendo le fondazioni della prosperità globale", ha detto Lagarde.
"Se il commercio globale dovesse venir frammentato in blocchi in competizione fra loro, l'interscambio si contrarrebbe significativamente e ognuna delle principali economie starebbe peggio", ha affermato, riferendosi implicitamente all'idea che l'amministrazione di Trump intende contrapporre un blocco commerciale occidentale a uno a traino cinese.
"Per salvaguardare la prosperità "dobbiamo perseguire soluzioni collaborative, anche di fronte a differenze geopolitiche" - ha detto Lagarde - "e questo significa che devono fare la loro parte sia i paesi in surplus che quelli in deficit commerciale.