Estero

Ong, 12 alawiti uccisi in 24 ore da miliziani in Siria

5 giugno 2025
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Le violenze a sfondo confessionale in Siria proseguono contro la comunità sciita-alawita da parte di miliziani sunniti identificati come legati al nuovo regime guidato dall'autoproclamato presidente Ahmad Sharaa (Jolani).

Secondo quanto riferito oggi dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che da 18 anni documenta violazioni da parte di tutti gli attori presenti sul territorio siriano, nelle ultime 24 ore 17 civili alawiti sono stati uccisi in quattro diversi episodi tra le regioni centrali di Hama e Homs e la capitale Damasco.

Otto civili, tra cui 4 donne, sono stati uccisi mentre viaggiavano su un pullman a ovest di Hama, nei pressi della cittadina di Rabia, già segnata nei mesi scorsi da uccisioni sommarie contro alawiti da parte di forze filo-governative. Secondo le fonti locali, 4 uomini armati non meglio identificati hanno aperto il fuoco contro i passeggeri del pullmino dopo che il mezzo aveva passato un posto di blocco governativo. L'Osservatorio ha pubblicato un video, la cui autenticità è stata verificata con fonti sul terreno, dei corpi senza vita all'interno del veicolo. In precedenza le fonti avevano riferito dell'uccisione dei civili a causa di un'esplosione nella vicina base militare attribuita a un presunto raid aereo israeliano.

Altri tre alawiti, maschi adulti, sono stati uccisi nelle ultime 24 ore in due località sulla costa siriana, Beit Ana e Dalia, nel distretto di Jabla, in provincia di Latakia, tra le aree più colpite dai massacri di circa 1.500 civili alawiti compiuti in sei giorni da miliziani filo-governativi a marzo scorso. Secondo le fonti citate dall'Osservatorio, i miliziani hanno, prima, imposto il coprifuoco a Beit Ana e Dalia e, poi, sono entrati nei villaggi, dando fuoco ad abitazioni civili, automobili, negozi e una scuola. L'Osservatorio ha pubblicato foto e video della devastazione causata nei due villaggi. Alla periferia nord di Damasco sono stati rinvenuti i corpi senza vita e con segni di colpi di arma da fuoco al capo di cinque ragazzi alawiti, di cui si erano perse le tracce nei giorni scorsi e che lavoravano in un ristorante della capitale.

A Homs, la famiglia di un ragazzo alawita è stata interpellata dalla direzione di una prigione dei servizi di sicurezza per recuperare il corpo del giovane, fermato nelle scorse settimane dalle forze governative. Non sono state fornite ai familiari ragioni del decesso. Le fonti citate affermano che il ragazzo è morto sotto tortura.