Rilasciati militari feriti e giovani sotto i 25 anni. Mosca nega accuse di deportazione di minori
Nell'incontro di oggi a Istanbul i negoziatori russi e ucraini hanno "concordato il più grande scambio di prigionieri" finora avvenuto. Lo ha detto il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, precisando che saranno rilasciati tutti i militari gravemente feriti o malati e quelli sotto i 25 anni di età. Lo riferisce Ria Novosti.
Mosca sostiene di aver ricevuto da Kiev una lista di "339 nomi" di minori da riportare in Ucraina e respinge le accuse di deportazione illegale di bambini per le quali due anni fa la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto nei confronti di Putin. Lo riporta l'agenzia Interfax.
"Questi bambini non sono stati rapiti da nessuno. Non c'è un solo bambino rapito. Ci sono bambini salvati dai nostri soldati a costo della loro vita (). E stiamo cercando i genitori, e se i genitori si presentano li riportiamo indietro", è la versione del capo della delegazione russa ai colloqui di Istanbul, Vladimir Medinsky.
Le proposte russe per un cessate il fuoco sono contenute nel "memorandum dettagliato" presentato oggi ai negoziatori ucraini che comprende le proposte di pace per la soluzione del conflitto. Lo ha detto il capo della delegazione ucraina, Vladimir Medinsky.
Il documento, ha precisato Medinsky, citato da Ria Novosti, consiste di due parti: "la prima riguarda come raggiungere una pace vera e duratura, e la seconda quali passi fare per rendere possibile un cessate il fuoco totale". Questa seconda parte, secondo il capo negoziatore russo, prevede una certa variabilità, offrendo la possibilità di "prendere una via o un'altra".
Il capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, ha da parte sua affermato che durante l'incontro a Istanbul l'Ucraina ha consegnato alla Russia un elenco di bambini che "devono essere rimpatriati". Lo riferisce, tra gli altri, la Bbc.
Yermak ha lasciato intendere che si tratta di "centinaia" di bambini, sottolineando che il loro rimpatrio è "parte integrante" del raggiungimento della pace a lungo termine.
"La palla è nel campo della Russia - ha detto -. La vera buona fede non sta nelle parole, ma nei fatti. E ora è il momento di dimostrarlo."