Le dichiarazioni di Trump su Putin scatenano reazioni contrastanti tra i suoi sostenitori, divisi su sanzioni e aiuti all'Ucraina
Il fronte Maga si spacca dopo il duro attacco di Donald Trump a Vladimir Putin. In seguito agli ultimi massicci raid russi contro l'Ucraina, il presidente americano ha espresso pubblicamente irritazione verso il leader del Cremlino chiedendosi se non sia "impazzito" e accusandolo di "uccidere un sacco di persone".
Come riporta Newsweek, le sue parole hanno spaccato il movimento Maga: una parte dei sostenitori ora chiede sanzioni contro Mosca e più armi a Kiev, mentre altri ritengono che il tycoon sia male informato o addirittura manipolato. L'unica convergenza sono le critiche al leader ucraino Volodymyr Zelensky, bersaglio ricorrente della destra trumpiana.
"È il momento di essere onesti - ha scritto su X il deputato del Nebraska Don Bacon - I colloqui di pace non hanno alcun effetto su Putin. Il suo obiettivo è dominare l'Ucraina e non si fermerà finché non si renderà conto di non poter vincere. Gli Stati Uniti e gli alleati devono armare l'Ucraina fino ai denti, sanzionare la Russia al massimo e confiscare i 300 miliardi di dollari di beni russi all'estero".
Per l'ex speaker della Camera Newt Gingrich, "Trump ha ragione a essere pubblicamente esasperato con Putin": "Gli aiuti militari americani all'Ucraina dovrebbero essere drasticamente aumentati in quantità, qualità e libertà di utilizzo ovunque, anche in Russia", ha affermato su X. Ma diversi esponenti della destra la pensano diversamente. "Se fossi russo e avessi ascoltato Trump prima delle elezioni, avresti pensato che, una volta entrato in carica, avrebbe ritirato ogni sostegno all'Ucraina - ha scritto il colonnello dell'esercito in pensione Douglas Macgregor, alleato del tycoon - Con qualche cattivo consiglio, ha fatto l'opposto".