Estero

La Cina critica il progetto Golden Dome di Trump

Pechino accusa il sistema missilistico di minacciare la stabilità globale, mentre Mosca chiede dialogo strategico

21 maggio 2025
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La Cina attacca senza mezzi termini lo scudo missilistico di difesa Golden Dome annunciato dal presidente americano Donald Trump, accusato di "minacciare l'equilibrio e la stabilità globali".

Mentre la Russia parla di decisione "sovrana" degli Stati Uniti, ritenendo tuttavia "necessarie consultazioni" con Washington al fine di "riprendere i contatti per ristabilire una stabilità strategica" e riesumare i colloqui sul nucleare tra Usa e Russia.

L'avveniristico modello di difesa emisferico allo studio, visto dagli analisti militari come la risposta americana a ipotesi di attacchi da parte di Cina o Russia, ha sortito reazioni diverse dai due Paesi interessati, con Mosca che ha cambiato i toni aggressivi iniziali, nel mezzo dei contatti tra il presidente Vladimir Putin e il tycoon per spingere a proprio favore lo stallo della guerra in Ucraina.

A Trump - che ha stanziato i primi 25 dei 175 miliardi di dollari necessari per realizzare lo scudo e ha incaricato il generale della Space Force, Michael Guetlein, di seguire le relative operazioni - la Cina ha chiesto di "abbandonarne sviluppo e dispiegamento il prima possibile".

Il Golden Dome, qualificandosi come "un sistema di difesa missilistico globale, multilivello e multidominio", mira "apertamente a una significativa espansione delle capacità di combattimento nello spazio, incluso lo sviluppo e l'attuazione di modelli di intercettazione orbitale", ha tuonato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning.

Nei piani americani, lo scudo missilistico sarà progettato per poter bloccare missili ipersonici, balistici intercontinentali e altri vettori, comprese le testate nucleari, sia lanciati dalla superficie terrestre sia dallo spazio.

Per tale motivo, più che di difesa, il sistema "comporta chiare implicazioni offensive, viola il principio dell'utilizzo pacifico dello spazio extra-atmosferico sancito dal relativo Trattato", ha rincarato Mao, tracciando scenari da 'star wars', con "rischi di militarizzazione dello spazio e corsa agli armamenti, indebolendo la sicurezza internazionale e i quadri di controllo degli armamenti stessi".

Tutto questo perché gli Stati Uniti "perseguono una politica 'America First', ricercando ossessivamente la sicurezza assoluta per se stessi a scapito del principio di sicurezza incondizionata per tutti i Paesi". Invece, ha concluso Mao, Washington dovrebbe "adottare misure concrete per rafforzare la fiducia strategica reciproca tra le grandi potenze e salvaguardare la stabilità strategica globale".

Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov si è limitato a dire che "se gli Usa ritengono ci sia una minaccia missilistica, allora, naturalmente, sviluppano sistemi di difesa missilistica". Un commento quasi decoubertiano sul Golden Dome, una rete di sensori, osservatori e intercettori spaziali che richiederà per la sua realizzazione il meglio da ogni azienda tecnologica a stelle e strisce.