Il premier Sánchez chiede misure urgenti per garantire aiuti umanitari e critica l'espansione militare israeliana
La Spagna presenterà all'Assemblea generale dell'Onu "un progetto di risoluzione" che includa la proposta di "misure urgenti" per "fermare i massacri di civili innocenti" e "garantire l'arrivo gli aiuti umanitari" a Gaza: lo ha detto il premier iberico, Pedro Sánchez, intervenendo nel Congresso dei deputati.
Sempre oggi, il governo spagnolo e quelli di Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia e Slovenia hanno espresso in una dichiarazione congiunta "grave preoccupazione" per "l'annuncio del piano di Israele" che prevede di "ampliare le operazioni militari a Gaza" e respinto "con fermezza qualsiasi modifica demografica o territoriale" nella Striscia. La possibilità di "una presenza militare israeliana nella Striscia", prosegue il comunicato congiunto, "segnerebbe una nuova e pericolosa escalation e metterebbe in pericolo qualsiasi prospettiva di una soluzione viabile per due Stati".
Per i sei Paesi firmanti, "ciò di cui c'è bisogno con più urgenza che mai è la ripresa del cessate il fuoco e la liberazione senza condizioni di tutti gli ostaggi". Inoltre, il comunicato chiede a Israele di "togliere immediatamente" il "blocco" all'arrivo di aiuti umanitari a Gaza.