L'UE accelera il piano per eliminare il gas russo entro il 2027
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L'UE accelera il piano per eliminare il gas russo entro il 2027

Bruxelles presenta una roadmap per ridurre la dipendenza energetica da Mosca e rafforzare i legami con gli USA

5 maggio 2025
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Dire addio ai combustibili fossili russi entro il 2027: Bruxelles l'aveva promesso nel 2022 con il suo piano RePowerEu e ora è pronta ad accelerare. La Commissione europea svelerà a Strasburgo l'attesa roadmap per chiudere i rubinetti di gas e gnl da Mosca nel duplice intento di spezzare i legami con una potenza "ostile" e rafforzare la leva negoziale nei colloqui sui dazi con Washington, offrendo in cambio più acquisti di gnl americano.

Nonostante i piani dell'Ue per emanciparsi sul fronte energetico e trovare rotte alternative, Mosca rappresenta ancora il terzo fornitore di gas (16,6%) dopo Norvegia (45,6%) e Algeria (19,3%). Ed è seconda nelle consegne di gnl ai Ventisette (17,5%), dietro soltanto agli Stati Uniti (45,3%). L'esecutivo di Ursula von der Leyen metterà dunque sul tavolo una comunicazione non vincolante con strumenti legali per aiutare le aziende Ue a liberarsi dagli ultimi legami con il colosso russo Gazprom. Ad esempio con l'uso della "forza maggiore" per rescindere i contratti senza incorrere in penali e con misure anti-rinnovo. Tutte soluzioni pensate per superare le famigerate clausole 'take-or-pay', che obbligano le imprese a pagare fino al 95% del gas pattuito, anche se non lo vogliono più. Il documento servirà a sondare le posizioni dei governi nazionali, in attesa di presentare "nei prossimi mesi" una proposta legislativa vera e propria.

D'altro canto, sanzionare l'import di gas russo - come già fatto con petrolio e carbone - sarebbe la via più rapida per tagliare la dipendenza. Ma è anche la più impervia: serve infatti l'unanimità dei 27, difficile da raggiungere con Ungheria e Slovacchia che non intendono tagliare i ponti con il Cremlino. Tanto che, secondo le ultime indiscrezioni, il commissario Ue ungherese Oliver Varhelyi avrebbe sollevato un'obiezione per bloccare la roadmap - anticipata già ad aprile da von der Leyen -, costringendo l'intero collegio a discuterne domani. Il via libera alla comunicazione non sembra comunque in bilico. Sul tavolo resta poi il nodo del nucleare russo: Bruxelles valuta incentivi per spingere i Paesi membri verso combustibili alternativi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni