Estero

Proteste studentesche a Belgrado bloccano la città

Gli studenti serbi manifestano contro il governo, mentre un gruppo di ciclisti si dirige a Strasburgo per denunciare corruzione e violazioni dei diritti umani

4 aprile 2025
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Nuove proteste degli studenti oggi a Belgrado, dove si sono registrati cortei, raduni e blocchi stradali in diverse parti della città, con inevitabili scompensi nel trasporto pubblico e disagi per gli automobilisti.

Ovunque è risuonato 'Pumpaj, Pumpaj' (Pompa, Pompa), lo slogan immancabile ormai delle manifestazioni antigovernative in Serbia, che vuole infondere continua energia ai protagonisti delle dimostrazioni quotidiane che vanno avanti da cinque mesi nel Paese balcanico. In quella che in Serbia, il 4 aprile, viene celebrata come la 'Giornata degli studenti', proteste sono state inscenate anche in altre località del Paese.

Sono entrati intanto in Ungheria i circa 80 studenti partiti ieri in bicicletta alla volta di Strasburgo, dove intendono presentare le loro istanze alle istituzioni Ue e al Consiglio d'Europa allo scopo di attirare l'attenzione internazionale sulla situazione in Serbia, con la denuncia in particolare della corruzione dilagante e della diffusa violazione dei diritti umani. Il loro arrivo nella città francese è previsto per il 15 aprile, dopo aver percorso oltre 1.300 km attraverso Ungheria, Slovacchia, Austria, Germania e Francia. In tutti tali Paesi sono mobilitate le comunità della diaspora serba, con un supporto logistico e un sostegno in termini di viveri, equipaggiamento sportivo, materiale tecnico. Il gruppo di studenti ciclisti, ai quali si sono associati anche alcuni docenti e personale accademico, è peraltro scortato da auto e furgoni con a bordo generi alimentari, medicinali, medici.

Un raduno alternativo di sostenitori del governo è stato al tempo stesso convocato oggi dal presidente Aleksandar Vucic per il 12 aprile a Belgrado. Obiettivo, ha detto, infondere fiducia e sicurezza alla popolazione, maltrattata e alle prese quotidianamente con la crescente intolleranza e sopraffazione da parte del movimento di protesta. "Molto denaro è stato investito all'interno e all'esterno del Paese per destabilizzare la Serbia", ha detto Vucic in un videomessaggio su TikTok.