Estero

Isabel Allende destituita dal Congresso cileno per la vendita della residenza del padre

La decisione della Corte costituzionale scuote il governo di Boric e divide i progressisti cileni

4 aprile 2025
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La decisione della Corte costituzionale cilena di destituire Isabel Allende dal Congresso per il caso della vendita della residenza del padre - l'ex presidente Salvador Allende - scuote il palazzo presidenziale della Moneda e la coalizione di governo di Gabriel Boric, lasciando i progressisti cileni sotto shock.

A brindare sono invece i partiti di destra. A proporre il ricorso contro la parlamentare per la vendita dell'immobile allo Stato, che di fatto non si è mai concretizzata, sono stati infatti i raggruppamenti Chilevamos (Udi, Renovacion Nacional e Evopoli) e Republicanos, che con una sola mossa hanno allungato un'ombra sulla famiglia di una delle figure più rispettate del Paese, e messo in difficoltà Boric, che della casa di Allende alla Guardia Vieja, nel comune di Providencia, avrebbe voluto fare un museo.

Il provvedimento dei giudici non è stato unanime, ma in otto hanno accolto la richiesta dell'opposizione di rimuovere Isabel Allende dalla carica di senatrice, per aver violato il divieto costituzionale di stipulare contratti con lo Stato. La parlamentare, che ha al suo attivo 31 anni di presenza ininterrotta in Parlamento nelle fila del Partito socialista, durante i quali si è affermata come uno dei rappresentanti più influenti e rispettati dell'arco progressista, è stata la prima donna a presiedere il Senato nel 2014.

La sua caduta per mano giudiziaria - un fatto senza precedenti in Cile - lascia un segno profondo nel suo Partito, che ora cerca i responsabili di questo disastro. Per un'amara ironia della sorte, spiegano gli osservatori, gli occhi sono puntati su Boric e sulla sue responsabilità nella vicenda della residenza Allende, un progetto che ha spinto e già costato le dimissioni della nipote dell'ex presidente, Maya Fernández Allende, comproprietaria dell'immobile. I socialisti che attualmente fanno parte della coalizione di governo, assieme a Frente Amplio, Ppd e Partido Comunista, sono arrivati addirittura ad ipotizzare di correre da soli alle prossime elezioni di novembre.

Intanto Isabel Allende in un comunicato ha tenuto a sottolineare che "la memoria" del "padre resta intatta, la sentenza della Corte costituzionale non la offusca. Non ci sarà alcun museo - scrive - ma le strade e le piazze che portano il suo nome in tutto il Cile e nel mondo rimarranno, così come la sua eredità politica e l'affetto di milioni di suoi compatrioti".