Italia
27.11.2022 - 11:55
Aggiornamento: 14:34

Quattordicenne ridotta in schiavitù a Roma

Arrestati i genitori dell’adolescente costretta a violenze fisiche e morali: la giovane collocata in una struttura protetta

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press
Segregata e costretta all’elemosina

Riduzione in schiavitù e lesioni personali gravi. Sono i reati contestati dai magistrati di Roma nei confronti dei genitori di una ragazzina di 14 anni arrestati dalla polizia. A raccontare agli inquirenti quanto vissuto è stata la stessa ragazzina.

La giovane è stata obbligata per anni, con violenza anche fisica, a svolgere lavori domestici e forzata a chiedere l’elemosina nei pressi di un supermercato. Il padre e la madre, di nazionalità bosniaca di 41 e 36 anni sono stati raggiunti dalla misura cautelare emessa dal gip. Per l’uomo sono stati disposti gli arresti in carcere, mentre per la donna i domiciliari.

Matrimonio combinato in cambio di denaro

Tra gli episodi contestati ai due anche la promessa della ragazzina in matrimonio a uno sconosciuto in cambio di denaro, nonostante il suo chiaro rifiuto. La giovane, subito dopo la denuncia, è stata immediatamente collocata in una struttura protetta dove tuttora permane.

Siamo in presenza di "personalità violente e prevaricatrici, determinate a trarre fonti economiche per il soddisfacimento delle loro esigenze personali dall’accattonaggio delle figlie" e del tutto "incapaci di considerare il dissenso e il disagio di una di loro, di rispettare l’obbligo scolastico e di occuparsi delle sue esigenze primarie". Lo scrive il gip che nelle esigenze cautelari evidenzia che "a fronte delle confidenze della minore con le insegnanti, lungi dal manifestare segni di resipiscenza, i genitori non hanno esitato a picchiarla all’evidente fine di evitare l’intervento dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, e mantenerla in uno stato di soggezione per sfruttarne l’accattonaggio".

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