Australia
02.09.2022 - 10:08
Aggiornamento: 16:36

Mancano lavoratori: più migranti ammessi in Australia

Quest’anno saranno accolte fino a 195mila persone, ossia 35mila in più rispetto al 2021. È il primo aumento del tetto massimo in un decennio

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Più ammissioni nella terra dei canguri

Per la prima volta in un decennio, l’Australia sta aumentando il tetto massimo di immigrazione permanente per contribuire a colmare la massiccia carenza della forza lavoro in alcuni settori chiave. Lo scrive la Bbc online. Per quest’anno saranno accolte fino a 195’000 persone, con un aumento di 35’000 unità.

La pandemia e le severe politiche australiane in materia di frontiere hanno aggravato le carenze di personale in molti settori. Secondo il governo, per colmarli sono necessari lavoratori provenienti da Paesi come la Cina, l’India e il Regno Unito, le principali fonti di immigrazione dell’Australia.

Ci sono più di 480’000 posti di lavoro vacanti in tutto il Paese, ma con una disoccupazione ai minimi da quasi 50 anni, i datori di lavoro faticano a colmare le lacune. I settori dell’alberghiero, della sanità, dell’agricoltura e del commercio specializzato sono stati quelli maggiormente colpiti.

La carenza di lavoratori ha gettato nel caos gli aeroporti, lasciato marcire la frutta sugli alberi e messo a dura prova gli ospedali, secondo quanto emerso da un vertice nazionale sull’occupazione tenutosi a Canberra questa settimana. "Il nostro obiettivo è sempre quello di privilegiare i posti di lavoro australiani... ma l’impatto del Covid è stato così grave che, anche se esauriamo ogni altra possibilità, ci mancheranno ancora molte migliaia di lavoratori, almeno nel breve periodo", ha dichiarato il ministro degli Interni Clare O’Neil.

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