22.08.2022 - 18:28
Aggiornamento: 18:51

L’ex premier pachistano accusato di terrorismo

Imran Khan sotto inchiesta per dichiarazioni rilasciate dopo il fermo di un collaboratore. Centinaia di sostenitori cercano di impedirne l’arresto

Ansa, a cura di Red.Estero
l-ex-premier-pachistano-accusato-di-terrorismo
Keystone
Il controverso ex premier pachistano

Roma – S’infiamma in Pakistan la polemica tra governo e opposizione dopo l’incriminazione dell’ex primo ministro Imran Khan per reati legati al terrorismo. In un discorso ai propri sostenitori, infatti, l’ex premier aveva promesso di denunciare dei poliziotti e una giudice per le presunte torture subite da un suo collaboratore dopo il fermo.

Il ministro dell’Interno, Rana Sanaullah, ha twittato che Khan "dovrà affrontare la legge per aver minacciato e lanciato accuse". Ieri è stata presentata una denuncia preliminare alla polizia, primo passo di un processo che potrebbe portare ad accuse formali e arresto. Gli avvocati di Khan sono riusciti a ottenere dall’Alta Corte di Islamabad una cauzione che non farà scattare le manette, almeno fino a giovedì.

‘Mossa politicamente motivata’

Circa 500 sostenitori dell’ex primo ministro si sono radunati davanti alla sua villa nella capitale Islamabad, minacciando proteste a oltranza e blocco delle strade in caso di arresto. Il suo partito, il Pakistan Tehreek-e-Insaf (Pti), ha rilasciato una dichiarazione in cui definisce "frivole" le ultime accuse contro Khan. "Abbiamo serie riserve su questa mossa politicamente motivata che porta ulteriore instabilità nel Paese", ha denunciato.

Da quando è stato sfiduciato ad aprile, l’ex premier organizza raduni di massa invitando le istituzioni statali e i militari a non sostenere la coalizione di governo guidata dal suo avversario politico di lungo corso, Shehbaz Sharif, con l’obiettivo di elezioni generali anticipate. Il voto è previsto entro ottobre del prossimo anno, ma il governo non manifesta alcuna intenzione di andare alle urne perché alle prese con gravi problemi economici.

Grandi promesse, piccoli risultati

Ex campione di cricket, Khan è salito al potere nel 2018 cavalcando il malcontento degli elettori, stanchi della politica espressa dai principali partiti del Pakistan, e promettendo di spazzare via decenni di corruzione e clientelismo. Il suo governo, però, ha avuto indicatori economici in caduta libera, con il Fondo monetario internazionale (Fmi) che ha sospeso un prestito di 6 miliardi di dollari appena ripreso dal nuovo esecutivo.

Khan ha anche perso il sostegno dei militari, e nel fine settimana l’Autorità per la regolamentazione dei media ha vietato ai canali televisivi di trasmettere suoi discorsi in diretta, sostenendo che stava "diffondendo incitamenti all’odio". "Le sue dichiarazioni provocatorie contro le istituzioni e i funzionari statali rischiano di disturbare la pace e la tranquillità pubblica", ha precisato l’ente regolatorio.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved