30.05.2022 - 15:22
Aggiornamento: 17:02

‘Se Berna vietasse l’italiano, Roma non occuperebbe il Ticino’

Il segretario del Pd italiano Letta replica in un tweet al ministro russo Lavrov che chiedeva cosa farebbe la Francia se il Belgio proibisse il francese

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Keystone

L’Italia non invaderebbe il Canton Ticino se la Confederazione dovesse proibire la lingua italiana: lo ha detto su Twitter Enrico Letta, ex presidente del Consiglio italiano (2013-2014) e attuale segretario del Partito Democratico, formazione che sostiene il corrente governo guidato da Mario Draghi.

Rispondendo indirettamente con un tweet a una intervista del ministro russo Sergei Lavrov, che si chiedeva cosa farebbe la Francia se il Belgio dovesse proibire il francese, Letta ha twittato: "No, Ministro Lavrov, la Francia non invaderebbe il Belgio e l’Italia non occuperebbe il Ticino, uccidendone soldati e civili. Questa è la differenza tra noi e voi. Tra le democrazie europee e il vostro regime".

Come noto nel secolo scorso lo Stato italiano sviluppò piani per invadere e occupare la Confederazione, strappandole i territori italofoni. In particolare il cosiddetto piano Vercellino, sviluppato nel 1940 dallo Stato maggiore, prevedeva l’annessione all’allora Regno d’Italia – con capo di governo Benito Mussolini – del Sud della Alpi. Del tema parla un libro pubblicato abbastanza di recente (2020) da Leonardo Malatesta, "L’invasione della Svizzera. Piani di guerra italiani dal 1861 al 1943".

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