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06.02.2022 - 15:13
Aggiornamento: 17:01

Consulenze in Arabia Saudita, a Renzi pagati 1,1 milioni di euro

Da una segnalazione dell’Antiriciclaggio italiana emergono le cifre, finora mai rivelate, relative ai rapporti fra l’ex premier e la monarchia saudita

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Keystone
Il murale a Roma dell’artista Harry Greb raffigurante l’ex premier italiano Matteo Renzi che stringe la mano a Mohammed bin Salman, principe ereditario dell’Arabia Saudita

Un versamento di un milione e 100mila euro, la conferma dei rapporti economici fra l’ex premier italiano Matteo Renzi, attualmente senatore e leader di Italia Viva, e la monarchia saudita nella persona del potente principe ereditario Mohamed Bin Salman. Lo scrive il Corriere della Sera citando una segnalazione di operazione sospetta trasmessa dall’Unità antiriciclaggio di Bankitalia alla Guardia di finanza. La somma, ripartita in vari bonifici con causale “girofondi” effettuati da tre diverse società arabe, è il compenso per le consulenze svolte da Renzi in Arabia Saudita. Mai finora, come scrive il quotidiano italiano, erano state fornite le cifre percepite dall’ex premier né, soprattutto, l’esistenza di un vero e proprio accordo e di un compenso fisso e periodico.

La Procura di Firenze, dopo l’archiviazione di una prima indagine nei confronti di Renzi per un giro di conferenze ad Abu Dhabi, dovrà decidere ora se indagare anche su questi ultimi versamenti. L’attenzione è posta in particolare su un pagamento da circa mezzo milione di euro per il rilancio e lo sviluppo in chiave “green” nel regno saudita: all’epoca dei viaggi di Renzi in Arabia Saudita, infatti, e delle annesse polemiche, si era parlato di una cifra intorno agli 80mila euro. Un eventuale approfondimento riguarderebbe l’accertamento della effettiva corrispondenza fra le fatture emesse dall’ex premier e i fondi effettivamente incassati, nonché sulla natura degli altri versamenti.

I funzionari dell’Antiriciclaggio italiana sottolineano che dal documento di segnalazione sospetta “si evincono bonifici ripetitivi in accredito di 8’333 dalla Mataio International Public, un bonifico di 570mila euro dalla Royal Commission For Alula e un bonifico di 66’090 da Founder Future Inv Initiative Est”.

Renzi, dal canto suo, ha sempre smentito l’esistenza di un conflitto di interesse fra il suo ruolo pubblico di senatore e gli incarichi professionali ricevuti. Anche riguardo ai rapporti con il principe Mohammad Bin Salman, accusato di essere il mandante del rapimento e omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, il leader di Italia Viva ha sempre parlato del principe saudita come di “un amico”, sostenendo che “non c’è nessuna certezza che sia il mandante dell’omicidio, sul quale peraltro c’è una condanna piena, evidente”. Lo stesso ex premier, peraltro, ha confermato di esser membro del board della Royal Commission for Al Ula, un organismo del regno saudita presieduto da bin Salman, volto alla promozione a scopo turistico della città e sito archeologico di Al Ula, patrimonio Unesco e oggetto di un piano di sviluppo in chiave green e sostenibile.

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