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28.01.2022 - 20:30
Aggiornamento : 21:30

Ue, scoppia il caso degli sms tra von der Leyen e Pfizer

L’Ombudsman dell’Ue apre ufficialmente un caso che potrebbe avere conseguenze sensibili sulla gestione degli atti delle istituzioni europee.

A finire nel mirino è la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e i suoi sms, nel pieno della prima emergenza pandemica, con il numero uno del principale fornitore di vaccini in Europa.

In un’intervista al New York Times del 2021 von der Leyen aveva fatto cenno agli sms, soffermandosi sui vari aspetti della diplomazia europea nel mezzo di una crisi come quella del Covid. L’autore dell’articolo, successivamente, aveva richiesto l’accesso ai messaggi di testo citati. Ma la Commissione, dopo una ricerca nell’archivio degli atti legati al dossier, aveva risposto indicandogli tre documenti: una email, una lettera e un comunicato stampa. Il giornalista del quotidiano statunitense aveva quindi deciso di ricorrere all’Ombudsman, ovvero al mediatore europeo che può raccogliere le denunce di qualsiasi persona fisica o giuridica europea o che abbia sede in Ue.

Al termine dalla sua indagine l’Ombudsam ha di fatto dato ragione al ricorrente. “Il modo circoscritto in cui è stata trattata questa richiesta di accesso pubblico significa che non è stato fatto alcun tentativo di identificare se ci siano degli sms. Ciò non soddisfa le aspettative di trasparenza e gli standard amministrativi nella Commissione", ha scritto nella sua relazione O’Really invitandola a chiedere all’ufficio della presidenza von der Leyen una ricerca più accurata. Per il Mediatore, insomma, anche un sms può rientrare nella categoria dei documenti da archiviare. "Non tutti gli sms vanno registrati ma questi rientrano certamente nelle regole europee sulla trasparenza e gli sms rilevanti andrebbero registrati”, ha chiarito l’Ombudsam, al quale Bruxelles è tenuta a rispondere entro il 26 aprile.

“Prima, non faremo altri commenti sul tema“, ha sottolineato il portavoce della Commissione Eric Mamer difendendo l’operato di von der Leyen: “La presidente ha contatti con un ampio tipo di attori” e "grazie anche a questo impegno abbiamo potuto mettere insieme il pacchetto di vaccini necessario”. Ma la questione sembra tutt’altro che chiusa. L’europarlamentare olandese Sophie in’t Veld, tra le prime a sollevare il caso a Strasburgo, ha subito retwittato le conclusioni dell’Ombudsam mentre gli eurodeputati leghisti del gruppo Id, Silvia Sardone e Paolo Borchia, hanno annunciato battaglia: "Il Parlamento Europeo e la presidente Metsola chiedano alla presidente Von der Leyen di chiarire, se necessario anche in Aula”.

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