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Una veduta della zona colpita dall’eruzione (Keystone)
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18.01.2022 - 08:13
Aggiornamento : 16:11

Tonga, la cenere sull’aeroporto ritarda gli aiuti

Si lavora per liberare la pista coperta dall’eruzione del vulcano. Salgono a tre le vittime finora confermate

Gli aerei carichi di aiuti inviati dalla Nuova Zelanda a Tonga non possono atterrare a causa della cenere che ha ricoperto la pista del principale aeroporto dopo l’eruzione del vulcano che ha provocato uno tsunami e tagliato tutti i collegamenti. Circa 200 persone, come riferisce la Bbc, hanno cercato di ripulire la pista come potevano, ma a ieri ne erano stati liberati solo 100 metri.

Il ministro degli Esteri neozelandese Nanaia Mahuta ha spiegato che un C-130 carico di aiuti umanitari, soprattutto acqua che in questo momento è l’emergenza principale ma anche generatori e kit igienici, è pronto a decollare per Tonga ma la cenere in questo momento rende impossibile l’operazione. Quanto alle navi militari con i rifornimenti ci vorranno almeno tre giorni prima che riescano a raggiungere l’arcipelago.

Intanto si aggrava il bilancio: il numero di vittime confermate è infatti saluto a tre: la britannica Angela Glover e due abitanti locali. Lo annuncia il governo dell’arcipelago nella prima dichiarazione ufficiale definendo un ‘disastro senza precedenti’ ciò che è avvenuto nei giorni scorsi.

Due delle isole più piccole e periferiche sono state colpite in modo particolarmente grave, fanno sapere le autorità, con tutte le case distrutte su una e solo due rimaste in piedi sull’altra. Il governo ha precisato inoltre che gli aiuti finora sono stati ostacolati dalla cenere caduta dal vulcano.

Aiuti sì, ma lo Stato di Tonga resti ‘Covid-free’

Le Nazioni Unite tenteranno di mantenere lo Stato di Tonga ‘libero dal Covid’ nell’ambito dell’arrivo dei soccorsi umanitari dopo l’eruzione del vulcano e lo tsunami che hanno colpito l’arcipelago dell’Oceano pacifico. «Tonga è un Paese zero Covid e ha protocolli molto rigidi a riguardo», spiega il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), Jens Laerke. «Una delle prime regole dell’azione umanitaria è di ‘non nuocere’ e vogliamo essere assolutamente sicuri che vengano seguiti tutti i protocolli necessari per l’ingresso nel Paese».

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha spiegato che spetta alle autorità stabilire le procedure, ma certamente è una priorità fare in modo che la contaminazione «possa essere evitata il più possibile», ha affermato il portavoce dell’Oms Christian Lindmeier. Le Nazioni Unite sono pronte con squadre e forniture di emergenza per assistere Tonga, e il personale dell’Onu che ha sede nel Paese sta lavorando per assistere gli sforzi di coordinamento e risposta nel Paese.

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