08.11.2021 - 15:20

Aumentano le richieste di dati da autorità svizzere a Google

Nel 2020 le autorità cantonali e federali hanno inoltrato oltre 1’700 richieste di informazioni su circa 3’500 account, esaudite nell’80% dei casi

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Keystone

Le richieste di dati degli utenti a Google da parte delle autorità federali e cantonali hanno toccato cifre record nel 2020. Lo rivela l’ultimo Rapporto sulla Trasparenza della società di Mountain View, secondo il quale lo scorso anno sono state chieste informazioni su 3’514 account, quasi il doppio rispetto ai 1’863 del 2019, in un totale di 1’771 richieste. Come riferisce il Blick, nella maggior parte dei casi si trattava di indagini su casi di criminalità o terrorismo. Alle richieste è stato dato seguito mediamente nell’80% dei casi.

La maggior parte delle richieste è arrivata dagli Stati Uniti riguardo a oltre 126’000 account. Per quanto riguarda i Paesi a noi vicini, la Germania ha chiesto informazioni su circa 26’000 account, la Francia su circa 13’000, l’Italia riguardo a quasi 3’000 account.

La percentuale di richieste a cui è dato seguito non è la stessa per tutti gli Stati. Se per gli Stati Uniti la media delle richieste soddisfatte si aggira intorno all’82% dei casi, in altri casi, come per la Turchia, non sono stati trasmessi dati. Google nel Rapporto sulla trasparenza spiega:“Esaminiamo attentamente ogni singola richiesta per assicurarci che sia conforme alle leggi applicabili. I motivi di rifiuto possono essere la mancanza di base legale, ma anche le richieste ritenute ingiustificate. Rispetto agli anni precedenti, il numero di richieste accettate è aumentato significativamente”.

Come dichiarato al Blick da Florian Näf, portavoce dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol), le richieste della Svizzera riguardano l’evasione fiscale, il terrorismo, la pornografia infantile e il crimine organizzato. Ciò perché Google non rivela nei suoi rapporti i motivi delle richieste. “La cooperazione con Google si è intensificata negli ultimi anni”, ha dichiarato Näf al quotidiano d’Oltralpe. “Con la crescente digitalizzazione, anche le prove nei procedimenti penali sono sempre più disponibili in forma digitale. La cooperazione con Google funziona bene e fornisce a Fedpol informazioni importanti per le indagini”.

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