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04.05.2021 - 21:59
Aggiornamento: 05.05.2021 - 22:06

Madrid, trionfa la popolare Ayuso. Ma avrà bisogno di Vox

Primi exit poll sulle elezioni amministrative: Ciudadanos crolla, l’ultradestra necessaria per la maggioranza, forte calo del Partito socialista.

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Keystone
In carrozza

Madrid – Il Partito Popolare di Isabel Díaz Ayuso di gran lunga prima forza politica, ma l'ultradestra di Vox decisiva per consentirle di continuare a governare Madrid: è questo lo scenario disegnato dai primi exit poll diffusi dalle tv spagnole alla chiusura delle amministrative nella regione della capitale spagnola. Distante la sinistra, in particolare per il calo del Partito socialista - giù di almeno 9 seggi rispetto al 2019 -, in una tornata segnata da un'altissima affluenza nonostante la situazione atipica, visto che si è votato in un giorno feriale e ancora in emergenza Covid.

Come preannunciato dai sondaggi precedenti al voto, il tracollo dei liberali di Ciudadanos (che passa dal 19% a meno del 5) lascia l'altro partito della coalizione di governo nell'ultima legislatura fuori dell'Assemblea regionale. E così la presidente uscente Ayuso, che si fermerebbe ad almeno quattro seggi dai 69 necessari per governare da sola, potrà contare solo sull'estrema destra di Vox per la riconferma. La formazione radicale potrebbe migliorare il proprio bottino di due seggi, passando da 12 a 14; con l'astensione di almeno una parte di loro, per la popolare i giochi sarebbero fatti.

Voto con valenza nazionale

Prima del voto molti osservatori hanno sostenuto che queste elezioni amministrative sarebbero state foriere di scossoni politici su scala nazionale, dopo una campagna elettorale dai toni aspri e nella quale narrative opposte basate su slogan ideologici come 'comunismo o libertà' oppure 'democrazia o fascismo' hanno quasi subito preso il sopravvento su altri temi. Adesso si attendono le conseguenze reali di quest'ondata sismica politica, già in vista quando Ayuso aveva deciso a marzo di convocare elezioni anticipate in piena emergenza sanitaria, dopo un anno di scontro frontale con il governo centrale a trazione socialista sulla gestione della pandemia. A destra si sono detti pronti a sfruttare la ghiotta occasione.

"Oggi scegliamo il modello di regione e di Paese che vogliamo", ha detto Ayuso dopo aver votato ai giornalisti. "Siamo a un punto di svolta", le ha fatto eco il suo collega di partito Pablo Casado. La sua leadership nazionale, secondo alcuni analisti, adesso potrebbe essere messa in discussione proprio dallo slancio ottenuto da Ayuso, una politica di stile trumpista secondo la sinistra. "Queste elezioni cambieranno la politica spagnola", ha sostenuto sulla stessa linea la candidata di Vox Rocío Monasterio.

Podemos non sfonda

Il premier Pedro Sánchez aveva invece preferito risaltare il raggiungimento dell'obiettivo di completare la vaccinazione di 5 milioni di persone. "È una buona notizia", ha detto dal ricco municipio di Pozuelo de Alarcón, mentre diversi detrattori si prodigavano per coprire con fischi e insulti gli applausi dei suoi sostenitori.

L'effetto sorpresa cercato da Pablo Iglesias, leader di Podemos che ha abbandonato il posto di vicepremier in cerca di un'impresa, sarebbe quasi nullo: raccoglierebbe solo tre o quattro seggi in più rispetto ai 7 del 2019. Buon risultato invece per la terza candidata della sinistra, Mónica García di Más Madrid, che rimarrebbe a pochi seggi di distanza dai socialisti.

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