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Armin Laschet, leader della Cdu (Keystone)
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20.04.2021 - 20:370
Aggiornamento : 22:48

Germania: l’Unione sceglie Laschet

Il delfino di Merkel correrà come candidato cancelliere. Ma i Verdi di Baerbock volano nei sondaggi

Armin Laschet recupera il sorriso mansueto alla Adenauer Haus. È sollevato. L'Unione, alla fine, dopo un duello dilaniante con l'avversario bavarese della Csu Markus Soeder, lo ha scelto candidato cancelliere per il post Merkel. E con lui sono oggi più sereni, in Germania, tutti coloro che temevano un falco al potere e uno smacco per la Cdu. Soeder, leader abilissimo, trasformista e ambizioso, ha dal canto suo - e non tutti ci avrebbero scommesso - ceduto, accettando di fare un passo indietro per evitare di dividere ulteriormente i conservatori tedeschi. Il disastro, invece, non lo hanno evitato. Stando a un sondaggio del Forsa, arrivato qualche ora dopo, l'Unione crolla nelle preferenze al 21% (-7) e i Verdi per la prima volta sorpassano il grande partito nazionalpopolare di Angela Merkel, volando addirittura al 28% (+5). Mentre continua a rimetterci anche l'SPD, che scivola al 13 (-2).

Vola Baerbock

Regina indiscussa della partita, a 5 mesi dalle elezioni del 26 settembre, è Annalena Baerbock, la giovane ecologista che raccoglie il 32% delle preferenze, mentre i due avversari la guardano da lontano, con un 15% per Laschet e Olaf Scholz. Se dall'esterno si può dire, a questo punto, che la Germania affronterà le elezioni con tre candidati moderati, fortemente europeisti e impegnati contro l'avanzata dei populismi in Europa, all'interno del Paese il clima politico non è così sereno quando i conservatori hanno il mal di pancia. E i dati di stasera faranno da terreno fertile per il risentimento di tanti deputati ed elettori dell'Unione - se si fosse arrivati alla conta si poteva addirittura scoprire che si trattava della maggioranza - schieratisi con Soeder negli ultimi giorni, proprio per paura di una sconfitta il 26 settembre, che significherebbe rimetterci il posto.

Il delfino di Merkel

Al presidente del Nordreno-Vestfalia, che da fedelissimo di Merkel garantisce la linea della continuità, spetta ora il compito titanico di ricompattare il partito. Anzi, i partiti. Dal momento che il malcontento nella Csu è anche più diffuso. "È lui il cancelliere giusto", lo ha lanciato il segretario generale Paul Ziemiak. "Con Laschet Cdu e Csu resteranno al centro", ha sillabato, "ed è un forte europeista". E all'Europa ha dedicato un passaggio del suo breve statement lo stesso candidato nato ad Aquisgrana: "Sappiamo che non può esserci una Germania forte senza un'Europa forte.

La risposta alla pandemia non poteva che essere europea", ha aggiunto, nel paese in cui la Corte Costituzionale, chiamata in causa dagli antieuro, ha temporaneamente bloccato la firma del Recovery Fund, già approvato dal Parlamento. "Quando sono entrato nella Cdu non pensavo affatto che un giorno sarei potuto diventare cancelliere. Entrai nel partito pieno di idealismo", ha raccontato oggi Laschet provando a recuperare quel registro personal-sentimentale che lo aveva fatto emergere nel duello con Friedrich Merz e Norbert Rottgen quando raccontò del padre minatore che gli aveva detto "vai e dì alla gente che possono fidarsi di te"

L'atteggiamento placido di Laschet (per questi tempi forse lo è un po' troppo) non risparmia aspre critiche alla sua conduzione però: la Cdu soffre "di un vuoto di contenuti", ha scritto la Sueddeutsche Zeitung. "Negli ultimi anni aveva puntato sempre su sul no all'aumento delle tasse, sul pareggio di bilancio e su Angela Merkel". Ora nessuno di questi ingredienti sarà più a disposizione, fa notare il giornale. La strada dei conservatori per mantenere la cancelleria da stasera appare in salita.

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