Lazio
0
Atalanta
0
1. tempo
(0-0)
Zugo
4
Langnau
2
2. tempo
(3-0 : 1-2)
Ambrì
2
Davos
2
2. tempo
(2-1 : 0-1)
Friborgo
2
Lakers
2
3. tempo
(0-1 : 2-0 : 0-1)
Ginevra
1
Bienne
2
2. tempo
(1-0 : 0-2)
Lugano
1
Berna
2
2. tempo
(0-1 : 1-1)
Visp
4
Ticino Rockets
3
fine
(0-0 : 2-1 : 1-2 : 1-0)
La Chaux de Fonds
4
Zugo Academy
1
3. tempo
(2-0 : 0-0 : 2-1)
Kloten
6
Sierre
0
3. tempo
(1-0 : 4-0 : 1-0)
BUF Sabres
6
PHI Flyers
3
3. tempo
(4-2 : 1-0 : 1-1)
BOS Bruins
1
WIN Jets
1
1. tempo
(1-1)
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(Keystone)
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09.03.2021 - 21:470
Aggiornamento : 23:16

Azienda luganese produrrà lo Sputnik V in Italia

Accordo della Adienne Pharma&Biotech con Mosca. Sarà disponibile nei 46 Paesi che hanno dato il via libera al vaccino russo. L'Ue fredda con Roma

a cura de laRegione

Lo Sputnik V entra a gamba tesa nel dibattito europeo sui vaccini, proprio nel giorno in cui Johnson&Johnson avrebbe comunicato all'Ue di avere "problemi" a garantire le forniture pattuite. L'azienda farmaceutica italo-svizzera Adienne Pharma&Biotech (con sede a Lugano), infatti, ha firmato un accordo con il Russian Direct Investment Fund (Rdif), che tratta la distribuzione dello Sputnik all'estero, per produrre il composto russo in Italia, presso gli stabilimenti di Caponago, a Monza. E si tratta di una prima assoluta in Europa, tanto che a Bruxelles hanno mal digerito la svolta.

Ad annunciare l'accordo è stata la Camera di Commercio Italo-Russa (Ccir), che dice di aver "promosso incontri tra imprese italiane ed europee" con le controparti russe per arrivare all'agognato risultato. "Si tratta di un accordo storico che mostra lo stato di salute dei rapporti tra i nostri due Paesi e sottolinea come le imprese italiane sappiano vedere oltre le polemiche politiche", ha commentato il presidente della Ccir Vincenzo Trani, che ha precisato che non si tratta di "una fuga in avanti" dell'Italia rispetto al processo di approvazione dello Sputnik V in corso all'Ema, poiché "una cosa è produrre, un'altra distribuire".

Insomma, in via teorica le fiale messe a punto a Monza potrebbero anche essere esportate verso uno dei 46 Paesi del mondo che, a oggi, hanno già approvato lo Sputnik (come ad esempio l'Ungheria) qualora l'Ema non dovesse dare l'ok. L'intesa, stando alla nota, prevede l'avvio della produzione "a luglio" per un totale di "10 milioni di dosi entro la fine dell'anno". Ci vuole del tempo dunque per avere materialmente il vaccino disponibile e l'idea è di non farsi trovare impreparati quando finalmente scatterà il via libera dall'Olanda, dove ha sede l'Ema. "Ci sono altre aziende a livello europeo che si stanno muovendo nella stessa direzione: i tedeschi erano a un passo, noi siamo stati bravi perché siamo arrivati per primi", ha aggiunto Trani. Primi e, a quanto pare, non ultimi. Stando infatti al presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, "altre due aziende italiane molto note nel campo" sarebbero "nella fase finale delle trattative con Rdif". "Questo - sottolinea - potrà dare ulteriore impulso alla produzione dello Sputnik in Italia".

Il gelo di Bruxelles

In tutto questo, a Bruxelles, l'annuncio è stato recepito freddamente - per usare un eufemismo. La Commissione Ue ha ribadito che lo Sputnik "resta fuori dalla nostra strategia" vaccinale mentre l'Ema ha ricordato che la sua valutazione del siero "in modalità di revisione continua - ovvero la 'rolling review' - è in corso" e che qualsiasi raccomandazione si baserà "sulla forza delle prove scientifiche su sicurezza, qualità ed efficacia e nient'altro". Fonti Ue in via confidenziale hanno chiarito che l'intesa annunciata "è irrilevante" non solo per la strategia Ue ma "anche per l'Italia", perché dal momento in cui inizierà la produzione dello Sputnik a quando il vaccino sarà disponibile per la popolazione passeranno "mesi" e si arriverà probabilmente "a fine 2021", e per allora l'Ue avrà raggiunto una capacità produttiva di "2-3 miliardi di dosi l'anno". In pratica, il problema è adesso, non dopo, e quel problema la Russia non potrebbe comunque risolverlo perché non ha abbastanza Sputnik, né per sé né per gli altri. Il resto è soft power del Cremlino. Che, per bocca del suo portavoce, ha sostenuto, per l'ennesima volta, come lo Sputnik sia "sicuro ed efficace", e che l'intesa con Adienne ne è "una prova ulteriore". Roma, per ora, non ha voluto invece commentare. Ad esultare invece è stato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani: "Siamo stati i primi a chiedere all'Ema di autorizzare lo Sputnik anche in Europa, dobbiamo utilizzare ogni strumento possibile per sconfiggere il Covid-19". Così come esponenti della Lega di Matteo Salvini.

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