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23.02.2021 - 21:29

Arrestata la moglie del Chapo Guzmán

La donna, sposata con uno dei narcotrafficanti più famosi al mondo, è accusata di traffico di droga e favoreggiamento

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(Keystone)

A un anno e mezzo dalla condanna all'ergastolo in Usa di 'El Chapo', l'ex re del narcotraffico messicano, l'Fbi ha arrestato anche la fedelissima moglie, Emma Coronel Aispuro, alimentando interrogativi sui tempi e sugli obiettivi di questa mossa a sorpresa che allunga una sanguinaria saga internazionale. La donna, che ha la doppia cittadinanza messicana e Usa, è finita in manette all'aeroporto internazionale Dulles, alle porte della capitale.

Le accuse sono di aver aiutato il marito Joaquín Guzmán Loera a gestire il suo impero criminale distribuendo dal 2012 al 2014 cocaina, eroina, metanfetamina e marijuana in Usa. Ma anche di aver pianificato la sua rocambolesca evasione da un carcere messicano nel 2015 e di aver partecipato al tentativo di farlo fuggire nuovamente dopo il suo arresto prima che fosse estradato negli Stati Uniti. Imputazioni che le sono state contestate oggi in un tribunale federale, dove è apparsa in videoconferenza, difesa dall'avvocato Jeffrey Lichtman, lo stesso che ha rappresentato El Chapo.

Pressioni sul boss

In genere è inusuale perseguire le consorti dei boss ma la donna, secondo il New York Times, era sotto indagine da almeno due anni e durante il processo newyorchese al capo del cartello di Sinaloa i procuratori avevano mostrato evidenze serie che, a differenza delle moglie di altri narcotrafficanti, lei era pesantemente coinvolta nelle attività del marito. Media ed analisti però si chiedono perché sia stata arrestata solo ora. Secondo alcuni è un modo per fare pressione e indurre a collaborare El Chapo (rinchiuso nel supercarcere di Florence in Colorado) o la moglie stessa. "È stata coinvolta nel traffico di droga sin da quando era bambina, conosce i meccanismi interni del cartello di Sinaloa e potrebbe avere una forte motivazione: le sue due gemelle", spiega Mike Vigil, l'ex capo delle operazioni internazionali della Dea, riferendosi alle due figlie di nove anni avute dal boss. C'è anche chi legge l'arresto come un messaggio al Messico, mentre la cooperazione sulla sicurezza tra i due Paesi sembra essersi raffreddata. I procuratori messicani recentemente si sono rifiutati di incriminare l'ex ministro della Difesa Salvador Cienfuegos, che era stato arrestato in ottobre all'aeroporto di Los Angeles con l'accusa di proteggere il cartello della droga. Lopez Obrador è riuscito a farlo tornare, rimproverando agli Usa di aver agito senza informarlo prima. Il Parlamento del suo Paese ha approvato poi una legge che limita le azioni della Dea in Messico. "La tempistica dell'arresto è interessante", osserva Falko Ernst, analista messicano dell'International Crisis Group: "In parte sembra un messaggio dagli Usa, che dicono che i loro tradizionali strumenti per arrestare e processare in casa personaggi di alto livello non sono ancora una cosa del passato, neppure dopo Cienfuegos". Per ora Obrador, che nel 2020 andò a trovare la madre di El Chapo, è stato cauto, limitandosi a dire che l'arresto è una questione Usa e chiedendo a Washington di condividere più informazioni.

Ex reginetta di bellezza

La 31enne Coronel non ha perso un'udienza del processo al marito, neppure dopo l'imbarazzante testimonianza di una delle sue tante amanti, e dopo la sentenza i due si sono soffiati reciprocamente dei baci. Ex regina di bellezza, figlia di un luogotenente di El Chapo sanzionato dagli Usa, è la terza (o forse la quarta) moglie del boss, sposato nel 2007 quando lei aveva 17 anni e lui 51. A differenza del marito, che ha sempre tenuto un basso profilo nonostante la sua fama, Emma ha sempre amato i riflettori, dal lancio di una linea di abiti ai social media e all'apparizione in un reality show Usa. Il cartello di Sinaloa ora è in parte gestito da alcuni dei figli del boss, tutti incriminati negli Usa ma latitanti. Tra loro Ovidio: quando fu arrestato nel 2019 i suoi uomini misero a ferro e fuoco la città di Culiacan e costrinsero le autorità a rilasciarlo.

 

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