28.12.2020 - 19:06

Arabia Saudita, condannata attivista per le donne alla guida

A Loujain al-Hathloul sono stati inflitti 5 anni e 8 mesi di prigione per terrorismo. Aveva sostenuto il diritto delle donne saudite di guidare un'auto

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Loujain al-Hathloul alla guida di un'automobile il giorno prima del suo arresto nel 2014 (Keystone)

Loujain al-Hathloul, 31 anni, attivista per i diritti umani, è divenuta nota in tutto il mondo per aver fatto campagna a favore del diritto delle donne del suo Paese, l'Arabia Saudita, a guidare l'automobile.

Nel maggio del 2018, pochi mesi prima di vedere quel diritto finalmente riconosciuto, Loujain è stata però arrestata, con pesanti accuse. Ora, dopo oltre due anni e mezzo dietro le sbarre, è stata condannata da un Tribunale penale istituito per processare casi di terrorismo: cinque anni e otto mesi di prigione.

La sentenza, secondo fonti di stampa saudite, riguarda l'accusa di "incitamento a cambiare il regime di governo del regno e aver cooperato con individui ed entità per portare avanti un'agenda straniera". Parte della condanna, due anni e dieci mesi, è stata però sospesa, a patto che al-Hathloul "non commetta altri crimini per altri tre anni", ha riferito sua sorella, Lina al-Hathloul. E questa riduzione, unita al tempo già passato in carcere, potrebbe far sì che la donna sia liberata "nei prossimi due mesi", ha scritto Lina su Twitter.

Organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno accusato le autorità saudite di aver arrestato al-Hathloul e alcune altre attiviste saudite in seguito alla loro campagna per garantire alle donne il diritto di guidare. Accuse che le autorità hanno sempre respinto, come hanno sempre respinto le affermazioni secondo cui al-Hathloul nel corso della detenzione ha dovuto subire torture, con scosse elettriche, frustate e molestie sessuali, oltre ad essere stata confinata in isolamento totale per oltre tre mesi dopo l'arresto. Secondo la sua famiglia, le sarebbe stata peraltro offerta la libertà se avesse accettato di dire che non era stata torturata.

La vicenda ha contribuito ad aumentare la pressione internazionale sulle autorità saudite già accusate a più riprese di disprezzo dei diritti umani, in particolare dopo l'atroce assassinio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, in cui è stato implicato perfino il leader di fatto del Regno, il principe ereditario Mohammed Bin Salman, noto come MBS.

L'imminente liberazione di al-Hathloul potrebbe ora allentare la tensione e Riad potrebbe trarne giovamento specie alla vigilia dell'insediamento alla Casa Bianca di Joe Biden, che avrà una politica sul rispetto dei diritti umani con ogni probabilità ben più severa rispetto al presidente uscente, Donald Trump.
 
 

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