16.12.2020 - 20:57
Aggiornamento: 21:21

Molestie sessuali, condannato monsignor Ventura

Otto mesi con la condizionale all'ex ambasciatore del Vaticano in Francia: vittime quattro uomini. Lui si professa innocente e ricorre

Ats, a cura de laRegione
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Alcuni uomini lo hanno denunciato per molestie

L'ex nunzio apostolico in Francia, monsignor Luigi Ventura, è stato condannato oggi dal tribunale di Parigi a otto mesi di prigione con la condizionale per aggressioni sessuali. L'accusa aveva chiesto 10 mesi di carcere con la condizionale. L'ex ambasciatore del Vaticano in Francia dovrà inoltre pagare tra i 2'000 e i 6'000 euro di danni e interessi ai quattro uomini riconosciuti vittime di molestie durante diverse manifestazioni ed eventi pubblici, a Parigi, tra il 2018 e il 2019. Monsignor Ventura, che si è sempre proclamato innocente, ha annunciato che presenterà appello. «Il mio cliente è innocente, non aveva alcuna intenzione sessuale, si è trattato di gesti estremamente isolati che sono stati montati ad arte», ha reagito l'avvocato difensore Solange Doumic confermando la volontà di ricorrere precisando che il suo assistito è «distrutto per questa vicenda».

Da parte sua Jade Dousselin, avvocato di una delle vittime, si è detto «estremamente soddisfatto» per la sentenza. «Primo perché c'è stato un riconoscimento di colpevolezza» e poi «perché abbiamo avuto un verdetto che si avvicina alle richieste» dell'accusa. «Otto mesi con la condizionale non è pochissimo. La giustizia ha avuto il coraggio di andare fino in fondo. Stiamo comunque parlando dell'ex ambasciatore del Vaticano».

Il processo si era svolto il 10 novembre in assenza dell'ex nunzio, oggi 76enne, rimasto a Roma per problemi legati al coronavirus, secondo quanto riferito all'epoca dal suo legale. Nel luglio 2019 la Santa Sede aveva revocato la sua immunità diplomatica, una decisione in linea con la volontà di Papa Francesco di massima trasparenza. Ma era stato lo stesso Ventura a chiedere di affrontare il processo. La rinuncia all'immunità, spiegava allora la Santa Sede, è stata «un gesto straordinario che conferma la volontà del Nunzio, espressa fin dall'inizio della vicenda, di collaborare pienamente e spontaneamente con le autorità giudiziarie francesi, competenti per il caso».

Ad accusare l'ambasciatore del Papa in Francia erano stati cinque uomini. Tutti, con racconti analoghi, hanno detto di essere stati molestati dal monsignore in occasione di diversi eventi e manifestazioni pubbliche, ai tempi in cui era in Francia, tra il gennaio 2018 e il febbraio 2019.

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