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14.07.2020 - 20:480
Aggiornamento : 21:20

Una notte per decidere se togliere le autostrade ai Benetton

Il governo Conte davanti a una scelta difficile, a quasi due anni dal crollo del Ponte Morandi a genova

Potrebbe non mettere ancora la parola fine, a quasi due anni dal crollo del Ponte Morandi a Genova. Ma è decisivo il Consiglio dei ministri italiano convocato in piena notte sul dossier Autostrade. Una riunione carica di tensioni ed aspettative, con due scenari sul tavolo: la revoca della concessione ad Aspi o la sostanziale uscita dei Benetton, con un aumento di capitale e la discesa di Atlantia a una quota del tutto minoritaria. Prima del Cdm da Palazzo Chigi nulla trapela, se non che si partirà da un'informativa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Come si finirà, difficile dire. Ma si cerca una mediazione.

La giornata è stata fitta di contatti, si pesano le diverse opzioni, si scrutano le mosse di Atlantia (circolano voci, senza riscontro, di uscita della società da Autostrade per l'Italia, Aspi), si valuta la nomina di uno o più commissari per gestire la concessione mentre si avvia la procedura di revoca o si prepara il cambio di governance. Pochi ritengono la revoca praticabile, ma certezze non ce ne sono. Se non che la maggioranza è divisa e nervosa. Ad aumentare la pressione su Conte non ci sono solo le aspettative del M5s, ma anche una lettera di Paola De Micheli, datata 14 marzo, in cui la ministra chiedeva a Conte di "valutare una soluzione transattiva" per evitare il rischio di un risarcimento "integrale", fino a 23 miliardi, ad Atlantia.

Il Cdm era annunciato alle 11. Tanto che il cda di Atlantia si era convocato, per rispondere ad eventuali scelte del governo. Ma il Consiglio dei ministri è stato rinviato alle 22 e il cda dell'azienda si è chiuso senza prendere decisioni. L'amministratore delegato di Anas, l'azienda delle state statali, Massimo Simonini spiega che Anas non ha "particolare interesse verso le concessioni" ma è "a disposizione del governo". Per ora solo ipotesi, come quella dell'ingresso in Aspi dello Stato). È trapelata intanto una lettera inviata il 13 marzo da De Micheli a Conte, per passargli il testimone sul dossier.

Nella lettera la ministra propone una soluzione che passi da un accordo con Aspi (con condizioni come i 3,4 miliardi di risarcimenti che però Conte nelle scorse ore ha valutato fortemente insufficienti). Si cita un parere dell'Avvocatura dello Stato di febbraio secondo cui, nonostante la norma del decreto Milleproroghe che fa scendere l'eventuale risarcimento per la revoca della concessione a sette miliardi, l'azienda possa comunque ottenere l'intera somma di 23 miliardi.

La famiglia Benetton, dopo le durissime parole pronunciate lunedì da Conte, ha parlato attraverso il presidente di Edizione, Gianni Mion: la "tragedia" del ponte Morandi, dice, rende "comprensibile la posizione del premier" ma "è nostro dovere difendere le due aziende, Aspi e Atlantia, e i loro dipendenti, finanziatori e azionisti". Mion si augura che "si possa trovare una soluzione equa nell'interesse di tutti". Ma quella soluzione, ribadiscono più fonti di governo, passa da un sostanziale azzeramento della presenza di Atlantia in Aspi. Una lunga notte...

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