Estero

'Cittadini americani? Lasciate l'Iraq'

Prime contromisure dopo l'attacco Usa a Baghdad che ha ucciso il generale iraniano Soleimani, figura chiave del governo degli ayatollah

Immagini dal raid Usa su Baghdad (Keystone)
3 gennaio 2020
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L'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad sollecita i cittadini americani a "lasciare l'Iraq immediatamente" dopo l'attacco in cui è rimasto ucciso il generale Soleimani. "I cittadini americani partano per via aerea dove possibile, altrimenti raggiungano altri paesi via terra", sottolinea l'ambasciata Usa in una nota.

L'amministrazione americana prende le prime contromisure dopo che nella notte gli Stati Uniti hanno condotto un raid contro l'aeroporto di Baghdad. Un attacco missilistico, effettuato degli elicotteri, che ha lasciato sul campo vittime illustri. Tra i morti si contano il generale iraniano Qassem Soleimani, figura chiave della strategia iraniana in Medio Oriente, e Abu Mahdi al-Muhandis,  il numero due delle Forze di Mobilitazione Popolare, milizia irachena filo Teheran. Con loro hanno perso la vita anche altre sette persone. La notizia è stata confermata tanto sul fronte americano che su quello iraniano. A dare l'ordine è stato il presidente Trump in persona, Pentaogno dixit.

Alta tensione

Cosa ha armato gli Usa? Il raid, afferma lo stesso Pentagono, punta a essere un deterrente per futuri piani di attacco iraniani. Le reazioni nonsi sono fatte atendere: "Una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani", ha ribattuto la guida suprema iraniana Ali Khamenei.

Nel botta e risposta, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha pubblicato un video su Twitter nel quale si mostra un corteo di persone correre lungo una strada reggendo tra le mani una lunga bandiera irachena.

L'uccisione di Soleimani rischia, in ogni caso, di avere ripercussioni profonde nei rapporti già tesi fra Washington e Teheran, in Medio Oriente ma anche negli Stati Uniti. Non è infatti chiaro se Trump abbia o meno avvertito qualcuno in Congresso dell'attacco. Se non lo avesse fatto, il rischio per il presidente è quello di aprire un nuovo fronte di scontro oltre a quello dell'impeachment e innervosire anche alcuni senatori, che potrebbero fargli mancare il loro appoggio in Senato per il processo per la sua messa in stato di accusa.
 

'Dinamite in una polveriera'

Donald Trump ha gettato "dinamite in una polveriera" con l'attacco che ha ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. Lo afferma il candidato alla Casa Bianca, Joe Biden, descrivendo la mossa una forte escalation. Intanto, a commento dei fatti il presidente pubblica su Twitter il vessillo a stelle e strisce.

 

Israele: stato di allerta

Nel frattempo, Israele ha elevato lo stato di allerta dopo aver appreso dell'uccisione in Iraq del generale Qassen Soleimani, considerato nello Stato ebraico come il principale artefice da molti anni della sistematica penetrazione militare dell'Iran in vari Paesi della Regione. Nella nottata la radio militare ha interrotto i programmi normali per trasmettere primi aggiornamenti sulla sua morte. Secondo l'emittente non è da escludersi una reazione degli Hezbollah libanesi se giungessero alla conclusione che Israele ha avuto un ruolo nella sua eliminazione.

Al confine israeliano con Libano e Siria le piste di sci del monte Hermon sono state chiuse al pubblico. Secondo l'emittente il premier Benyamin Netanyahu potrebbe abbreviare la visita che sta conducendo in Grecia e rientrare oggi stesso in Israele.

Convocato capomissione svizzero

Dopo l'attacco americano della scorsa notte a Baghdad, al canto suo il Ministero degli esteri iraniano ha convocato il capomissione dell'ambasciata svizzera in Iran. Washington e Teheran non hanno rapporti diplomatici ed è Berna a curare gli interessi americani in Iran.

Al diplomatico elvetico è stato detto che "l'assassinio del generale Soleimani" è un "palese esempio del terrorismo di Stato americano, e che il regime statunitense è pienamente responsabile delle conseguenze dell'atto". Lo ha indicato su Twitter un portavoce del Ministero degli esteri iraniano. Il Dipartimento federale degli affari esteri non ha rilasciato finora alcuna dichiarazione in merito.

Avvertimento della jihad islamica

"Il generale Qassem Soleimani è stato ucciso dal nemico americano-sionista mentre si trovava al fronte. Ci stringeremo tutti assieme contro questa aggressione": lo ha affermato la Jihad islamica palestinese. Un esponente di Hamas, Bassem Naim, ha avvertito che la sua scomparsa rischia di destabilizzare la Regione.

Espressioni di cordoglio sono giunte anche dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina. "Soleimani era un leader che amava combattere sul terreno - ha affermato in un comunicato. - Si era schierato con la resistenza in Palestina, in Libano, nello Yemen ed ovunque". "Con questa uccisione - aggiunge il Fronte popolare - l'America ha spalancato le porte dell'inferno".

E il petrolio... vola

Balzo del petrolio con l'attacco all'aeroporto di Baghdad e la morte del generale iraniano Qassem Soleimani. Il Wti sale ai massimi degli ultimi quattro mesi e rivede quota 63 dollari. Il Brent avanza del 3,5%.

 


 
 


 
 

 

 

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