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19.11.2018 - 09:30
Aggiornamento: 15:26
a cura de laRegione

Netanyahu mette la divisa

Dopo le dimissioni del ministro della Difesa il premier israeliano invoca responsabilità. “Non si abbattono i governi quando è in discussione la sicurezza del Paese”

Non è il momento di sciogliere il governo, ma quanto possa durare il suo non lo sa neppure Benjamin Netanyahu. Ieri, il premier israeliano ha assunto l’interim del ministero della Difesa, rimasto senza guida dalle dimissioni di Avigdor Lieberman in pieno dissenso sulla tregua con Hamas a Gaza.

In un appassionato, e allarmante, discorso in tv alla nazione, Netanyahu ha denunciato che quando è in discussione la sicurezza del Paese “non si abbattono i governi e non si gioca alla politica” in base a considerazioni personali. Il premier si è quindi augurato che i partner di governo “abbiano la stessa responsabilità”. Lui, ha “un chiaro piano” e sa “che va fatto, quando e come”. Netanyahu – dopo l’incontro nel pomeriggio di appena mezz’ora con il ministro delle Finanze, il centrista Moshe Kahlon, pencolante verso il voto anticipato – con l’assunzione della difesa sembra aver fatto “l’ultimo sforzo” per salvare l’esecutivo.

Con questa mossa mettendo a disposizione degli alleati la poltrona degli Esteri, finora da lui coperta, Netanyahu ha voluto gettare la palla nel campo dei suoi partner principali. Non solo dello stesso Kahlon, ma soprattutto del leader di “Focolare ebraico”, il nazionalista religioso Naftali Bennett. Se vogliono saranno loro ad assumersi la responsabilità di aver fatto definitivamente cadere il governo dopo le dimissioni di Lieberman. La risposta tuttavia appare segnata: “Focolare ebraico” aveva chiarito che se la Difesa non fosse andata a Bennett, la crisi sarebbe stata inevitabile. E sarà proprio Bennett a formalizzare a quanto sembra le dimissioni in una conferenza convocata per oggi. Il governo più a destra nella storia di Israele, non lo è abbastanza per i propri falchi. Sarà che Netanyahu li aveva viziati.

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