Keystone
Estero
07.05.2018 - 21:030

Il quarto mandato di Putin: 'La Russia risorge sempre'

Il leader del Cremlino ha prestato giuramento come presidente. Nel suo discorso ha mostrato fiducia in merito alle continue tensioni con l'Occidente

Il quarto mandato di Vladimir Putin alla guida del Cremlino è ufficialmente cominciato. Il leader russo, al potere dal 2000, ha prestato giuramento come presidente nel corso di una cerimonia in pompa magna nella maestosa Sala di Sant’Andrea del Gran Palazzo del Cremlino, la stessa che una volta era la Sala del Trono degli zar.

Nel suo breve discorso inaugurale, durato appena 12 minuti, Putin ha ripetuto alcune delle promesse fatte in campagna elettorale prima di stravincere le presidenziali del 18 marzo aggiudicandosi oltre il 76% dei voti: prima di tutto progressi in campo economico, e poi il miglioramento della qualità della vita dei russi, pur senza perdere di vista "la sicurezza e la potenza militare del paese".

Obiettivi non facili tra l’economia russa in affanno e le continue tensioni con l’Occidente. Il leader del Cremlino è però apparso fiducioso: "In più di mille anni di storia – ha affermato – la Russia ha affrontato periodi oscuri ed è stata messa alla prova, ma è sempre risorta come la Fenice". Poche ore dopo Putin ha confermato senza indugi il fedele quanto impopolare Dmitri Medvedev a capo del governo, cioè l’organo che ha il compito di mettere in atto il suo volere e fare eventualmente da parafulmine per il malcontento popolare.

A Medvedev manca ancora l’approvazione della Duma, ma visto che il partito di Putin ’Russia Unita’ controlla 339 su 450 si tratta di una mera formalità.

Quella che si è svolta stamattina nel cuore di Mosca davanti a 6’000 invitati plaudenti e, soprattutto, davanti alle telecamere, è stata una vera e propria celebrazione del presidente russo nelle vesti di padre e salvatore della patria. "Lo scopo della mia vita e del mio lavoro sarà come prima quello di servire il popolo e la nostra patria", ha detto Putin, presidente di una Russia in cui circa 20 milioni di persone – il 14% della popolazione – vivono al di sotto della soglia di povertà di 130 euro al mese. E dove chi manifesta contro le autorità rischia di finire dietro le sbarre, come avvenuto con i fermi di massa di sabato alla protesta anti-Putin.

La coreografia della cerimonia – trasmessa in diretta tv – è stata pensata minuziosamente in chiave propagandistica e ha monopolizzato i notiziari televisivi russi per tutta la giornata. All’inizio Putin appare seduto alla scrivania nel suo studio. Non ha addosso la giacca e dà l’idea di essere immerso nel lavoro. Poi, chiamato, si alza, indossa la giacca e si incammina lungo i corridoi del Korpus 1 del Cremlino verso la limousine – russa e non più della Mercedes – che lo porterà al Gran Palazzo del Cremlino per il giuramento.

Putin attraversa quindi le eleganti sale di San Giorgio e di Sant’Alessandro tra sciabole e guardie in alta uniforme e infine giunge tra le colonne bianche e dorate della Sala di Sant’Andrea, dove giura con la mano destra su una copia della Costituzione. Fuori rimbombano i cannoni caricati a salve, mentre dentro tutti cantano l’inno nazionale. Ma non finisce qui. Il leader russo viene poi salutato da una parata del Reggimento presidenziale in Piazza della Cattedrale, e lì si concede un bagno di folla tra 2’000 suoi giovani sostenitori. Si intrattiene un po’ con loro. Si fa fotografare in loro compagnia. E poi si dirige nell’antica Cattedrale dell’Annunciazione per essere benedetto dal patriarca di Mosca Kirill. Una cerimonia di insediamento che somiglia molto all’incoronazione di uno zar.

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