Keystone
Estero
07.05.2018 - 16:400

Italia verso il voto anticipato. Alle urne in luglio

Fallito il tentativo di un governo M5s-Lega, la prospettiva di convocare il voto anticpato l'8 o il 15 luglio non sarebbe stata esclusa da Mattarella

L’8 luglio o il 15 luglio. Sono le date del possibile voto anticipato in Italia. Fallito, a meno di colpi di scena, il tentativo di un governo M5s-Lega, la crisi politica precipita verso le elezioni.

Per la prima volta nella storia del Paese si potrebbe andare al voto a luglio, magari la seconda o la terza domenica del mese. Una prospettiva che non sarebbe stata esclusa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei colloqui con le delegazioni dei partiti al Quirinale. E che viene rilanciata come unica alternativa a un esecutivo politico da Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

I leader di Lega e M5s, presente il leghista Giancarlo Giorgetti, si incontrano a Montecitorio subito dopo pranzo. E sigillano il no a un governo del presidente che traghetti verso elezioni a ottobre o nel 2019. "Fino all’ultimo cercherò di far cadere i veti e dare un governo al Paese – dichiara Salvini – ma se non fosse possibile, io e Di Maio siamo d’accordo di votare l’8 luglio". Un esecutivo M5s-Lega non è possibile perché Silvio Berlusconi non accetta di starne fuori, dando il sostegno esterno di Forza Italia, e Salvini sceglie di non rompere la coalizione di centrodestra.

"Ha scelto – racconta Di Maio – ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico. Da oggi siamo in campagna elettorale", proclama il capo del M5s, assicurando che il limite dei due mandati non impedirà agli esponenti del M5s, lui incluso, di ricandidarsi perché questa volta "la legislatura non è nemmeno iniziata".

"Sono totalmente irresponsabili e superficiali, nonché irrispettosi verso il lavoro del Colle. Il Pd supporterà qualsiasi iniziativa del presidente Mattarella. Punto", tuona il reggente Dem Maurizio Martina. Un governo del presidente non sarebbe sgradito neanche a Silvio Berlusconi, ma il leader di FI sostiene l’istanza della Lega: o il capo dello Stato – afferma il Cavaliere – dà l’incarico a Salvini per cercare i voti per un governo del centrodestra o si torna al voto.

Nel pomeriggio al Quirinale sfileranno i piccoli partiti per le consultazioni lampo del capo dello Stato. Poi Mattarella, che potrebbe parlare in serata, farà la sua mossa: potrebbe indicare un premier per un governo "di tregua", neutrale, per arrivare al 2019 e fare la legge di bilancio. Ma se – come pare – non avesse il sostegno della maggioranza in Parlamento, resterebbe in carica per gli affari correnti fino al voto. Magari, come chiedono Di Maio e Salvini, l’8 luglio.

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