Chiasso
0
Losanna
5
fine
(0-2)
Berna
2
Zugo
1
fine
(1-0 : 1-1 : 0-0)
Chiasso
CHALLENGE LEAGUE
0 - 5
fine
0-2
Losanna
0-2
 
 
14'
0-1 MARGIOTTA FRANCESCO
 
 
42'
0-2 PASCHE ALEXANDRE
 
 
75'
0-3 NDOYE DAN
 
 
89'
0-4 KOURA ANTHONY
 
 
90'
0-5 NDOYE DAN
MARGIOTTA FRANCESCO 0-1 14'
PASCHE ALEXANDRE 0-2 42'
NDOYE DAN 0-3 75'
KOURA ANTHONY 0-4 89'
NDOYE DAN 0-5 90'
Venue: Stadio Comunale Riva IV.
Turf: Natural.
Capacity: 5,000.
Ultimo aggiornamento: 20.04.2019 22:49
Berna
LNA
2 - 1
fine
1-0
1-1
0-0
Zugo
1-0
1-1
0-0
1-0 HAAS
8'
 
 
 
 
21'
1-1 MARTSCHINI
2-1 BLUM
39'
 
 
8' 1-0 HAAS
MARTSCHINI 1-1 21'
39' 2-1 BLUM
SC BERN wins series 4-1.
Ultimo aggiornamento: 20.04.2019 22:49
Estero
20.10.2017 - 22:280

Theresa May chiede aiuto ai 27 sulla Brexit, i leader Ue la gelano

Theresa May, in difficoltà nel suo Paese e nel suo partito sulla Brexit, chiede una mano ai leader degli altri 27 Paesi dell’Ue, che però le chiudono la porta in faccia. Come da previsioni, la riunione del Consiglio europeo sancisce l’assenza di progressi sufficienti per passare alla seconda fase del negoziato sull’uscita, quella che dovrà definire i rapporti post-Brexit tra Regno Unito e Unione europea. A metterla giù in maniera più netta sono Emmanuel Macron e Angela Merkel: "Sta a Theresa May fare altri passi avanti", dice il presidente francese. Mentre per la cancelliera tedesca sono stati fatti "più progressi rispetto all’ultima volta" ma "ancora non abbastanza". Di vestire il ruolo del pontiere si incarica il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che definisce "esagerate" le insistenze sulle difficoltà dei colloqui, anche se a parlare di ostacoli e "impasse preoccupante" era stato nei giorni scorsi lo stesso negoziatore capo dell’Ue, Michel Barnier. Ma per Tusk ora serve più ottimismo e "una nuova narrativa" sui colloqui. Sia lui sia il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si dicono speranzosi che dicembre, prossimo appuntamento del Consiglio europeo, possa essere la volta buona per chiudere la prima parte dell’accordo e aprire la seconda. Juncker, in particolare, esclude con forza l’ipotesi che la Gran Bretagna possa uscire dall’Ue senza un accordo, riportata dai media britannici e non smentita da Theresa May. Sarebbe infatti "irresponsabile – a parere di quest’ultima – non guardare all’eventualità di cosa succederebbe senza un accordo". Anche se la stessa May si dice comunque "ottimista" sul buon andamento del negoziato. Sui tre nodi dei colloqui, – diritti dei cittadini, frontiera irlandese e compensazione finanziaria – May ammette che restano ancora nodi da sciogliere. Sebbene da parte britannica, assicura, c’è la volontà di andare avanti e le distanze sono ormai "ridotte". Intanto, la premier ha incassato almeno un piccolo risultato. Anche se non si inizierà a discutere di accordi commerciali e degli altri aspetti delle relazioni future, come lei avrebbe voluto, i 27 inizieranno a lavorare alla loro posizione comune a riguardo, in modo da farsi trovare subito pronti qualora a dicembre dovesse chiudersi la ’fase uno’. Forse non molto da spendere in patria dopo un pressing diplomatico iniziato lunedì con una cena fuori programma con Juncker e culminato al vertice con la richiesta di poter portare a casa un risultato tale da potersi difendere dagli attacchi politici. Come quelli di Nigel Farage, arrivato nella sede del Consiglio europeo per una ’passerella’ in sala stampa. "Pessimo – commenta l’ex leader dell’Ukip e primo promotore della Brexit – vedere un primo ministro britannico che va a chiedere l’elemosina".

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