Estero

Trump: 'Più uomini in Afghanistan'. I talebani: 'Via tutti i soldati americani'

(MARK WILSON / POOL)
22 agosto 2017
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Donald Trump ha illustrato in diretta tv dalla base militare di Fort Myer, Virginia, la sua nuova strategia per l’Afghanistan senza fornire numeri sull’aumento delle truppe (“per non favorire il nemico”). Poco prima del suo intervento però Fox News, citando un alto dirigente della Casa Bianca, aveva riferito che il presidente ha firmato l’invio di 4'000 soldati in aggiunta agli 8'400 già presenti, confermando così precedenti anticipazioni di stampa.

I nuovi pilastri indicati dal tycoon sono carta bianca e più poteri ai comandanti sul terreno senza fissare termini temporali, più sanzioni contro i network terroristici, monito al Pakistan perché cessi di proteggere gli estremisti e al governo di Kabul per fare riforme perché “il nostro sostegno non è un assegno in bianco”.

“Il mio istinto era di ritirarsi, e storicamente mi piace seguire i miei istinti, ma in tutta la mia vita ho sentito che le decisioni sono molto differenti quando siedi dietro la scrivania dello studio Ovale”, ha esordito Trump per giustificare la marcia indietro rispetto alle promesse elettorali, quando aveva criticato la guerra come un inutile spreco di soldi.

Poi è arrivato a “tre conclusioni fondamentali”. La prima è che “un ritiro frettoloso creerebbe un vacuum che i terroristi, incluso l’Isis e Al Qaeda, riempirebbero subito, proprio come successe prima dell’11 settembre”. Il secondo è che “la nostra nazione cerca un esito onorevole e durevole, degno dei tremendi sacrifici che sono stati fatti”, il terzo che “le minacce alla sicurezza che fronteggiamo in Afghanistan e nella più ampia regione sono immense”.

Quindi è passato ad illustrare le nuove linee guida. “Un pilastro fondamentale della nostra nuova strategia è passare da un approccio basato sul tempo ad uno basato sulle condizioni. È controproducente per gli Usa annunciare in anticipo le date in cui intendiamo cominciare, o finire, le operazioni militari. Non parleremo di numeri di soldati o dei nostri piani per ulteriori attività militari”, ha spiegato.

Ma il presidente ha annunciato che espanderà “il potere per le forze armate Usa per colpire i terroristi e i network criminali che seminano violenza e caos in l’Afghanistan” e che massimizzerà “le sanzioni e altre misure finanziarie e legali contro questi network”. Il tycoon ha ricordato di aver già tolto le restrizioni della precedente amministrazione Obama per dare carta bianca ai comandanti sul campo perché “la micro gestione da Washington non vince le battaglie”.

Trump ha poi lanciato un forte monito al Pakistan, accusandolo di offrire “paradisi sicuri” ai terroristi. Islamabad, ha minacciato, “ha molto più da guadagnare collaborando con i nostri sforzi in Afghanistan e ha molto da perdere continuando a proteggere i terroristi”.

Ma anche Kabul ha ricevuto un severo monito: “l’America lavorerà con il governo afghano finché vedrà determinazione e progresso. Il nostro impegno tuttavia non è illimitato, e il nostro sostegno non è un assegno in bianco. Il popolo americano si aspetta di vedere riforme reali e risultati veri”. Trump ha infine ribadito che “gli Usa non useranno più il loro potere militare per costruire democrazie in terre lontane, o per provare a ricostruire altri Paesi a loro immagine, quei giorni sono finiti”. “Invece – ha aggiunto – lavoreremo con gli alleati e i partner per proteggere i nostri interessi comuni. Non chiederemo ad altri di cambiare il loro modo di vivere. Ci guiderà un realismo di buoni principi”.

La replica dei talebani

Poco dopo il discorso del presidente Trump sulla nuova strategia per l’Afghanistan, i talebani hanno replicato che “fino a quando anche un solo soldato americano sarà presente sulla nostra terra, e l’America continuerà la sua politica di guerra, noi porteremo con determinazione e solennità la nostra ’jihad’ (guerra santa) contro di loro”.

In un comunicato firmato da Zabihullah Mujahid, portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, si sottolinea che Trump nella sua strategia “ha posto enfasi sulla presenza delle sue truppe di invasione nel nostro Paese. Ha definito l’Afghanistan come una minaccia per l’America. Non sembra che l’America voglia mettere fine alla sua prolungata guerra”.

“Invece di esaminare i fatti – dice ancora il comunicato – sembra che (gli Usa) siano fieri del loro potere e della loro forza. Eppure negli ultimi 16 anni gli afghani hanno sottoposto gli invasori americani a dure prove”.

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