Estero
11.06.2017 - 20:480
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:19

G7 Ambiente, gli Stati Uniti vogliono rinegoziare l'accordo di Parigi

Gli Stati Uniti restano irremovibili: vogliono rinegoziare l’accordo di Parigi. E comunque, vanno avanti da soli riducendo i gas serra a modo loro, fuori da quell’intesa contro il riscaldamento del Pianeta raggiunta nel 2015 da quasi tutti i Paesi del mondo. Al G7 Ambiente – che si è aperto oggi a Bologna – il direttore dell’Agenzia statunitense per l’Ambiente (Epa), Scott Pruitt, chiarisce così il pensiero di Donald Trump, che solo dieci giorni fa aveva annunciato di voler rigettare quell’accordo abbracciato dal suo predecessore Barack Obama perché dannoso per l’economia a stelle e strisce.

I ministri degli altri sei grandi Paesi, compatti nel difendere quel risultato, hanno preso atto. Ma lavorano per cercare una "ricucitura" e per arrivare, domani, a un testo finale "congiunto". "L’accordo di Parigi è irreversibile e non negoziabile", ha spiegato il ministro italiano dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – incontrando i giornalisti a conclusione dei lavori della prima giornata – rilevando che "per quello che rappresentano nel mondo (gli Usa, ndr) vogliamo mantenere il filo del dialogo, continuare il dibattito. Questo può essere il risultato del G7" sul quale "c’è una grande attesa internazionale". Il clima è chiaramente l’argomento chiave e il vero unico nodo da sciogliere al vertice dei ministri dell’Ambiente dei 7 Grandi. "Su tutti gli altri temi c’è un accordo completo", ha assicurato Galletti, sottolineando che "un risultato l’abbiamo già ottenuto, perché continuiamo a parlare, a individuare soluzioni e obiettivi comuni".

Dopo la sessione di apertura dedicata proprio al clima, l’emissario di Trump e convinto negazionista del contributo dei gas serra al riscaldamento globale, ha lasciato il G7 lasciando una delegazione a lavorare al documento finale. Carlo Carraro, vicepresidente del panel scientifico dell’Ipcc (il gruppo di ricerca dell’Onu sul cambiamento climatico) che ha moderato la seduta, ha riferito che gli Usa vogliono "ridurre le emissioni modificando il Clean Air Act, introducendo nuove misure che, pur non rientrando nell’Accordo, vanno nella stessa direzione. Hanno detto ’non siamo in dissenso sugli obiettivi ma sul modo di raggiungerli’". A fronte di questa posizione isolata, "la Cina prenderà la leadership di questa sfida con l’Europa e i sei Paesi del G7" ha detto ancora Galletti spiegando che l’ambiente è ormai "al centro del cambiamento economico e di una transizione culturale in corso".

La giornata si è conclusa senza i temuti scontri degli antagonisti nel centro di Bologna dove, tranne qualche momento di tensione iniziale, il corteo si è concluso senza incidenti.

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